Foto Profilo: Technoir

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01/05/2017 10:00 di

Foto Profilo è la nostra rubrica di interviste con la quale continueremo a seguire la nostra vocazione primaria: presentarvi validissimi e nuovi artisti italiani. Le regole sono semplici: con ogni risposta, una foto. Oggi i protagonisti sono i Technoir, un duo di musica black, che con le sue sfumature soul, electro e funk ha conquistato i nostri cuori, tanto da guadagnarsi un posto sul palco del MI AMI Festival 2017. Venite a scoprirli anche dal vivo venerdì 26 maggio. Qui le prevendite.

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Partiamo dalle basi: chi sono i Technoir?

Ci siamo incontrati grazie ad altri progetti musicali, abbiamo formato i Technoir nel 2014 con l'intento di mescolare le nostre influenze musicali in un suono personale, con particolare attenzione per i nostri live, in cui diamo ampio spazio all'improvvisazione mista all'elettronica.



(foto di Marilù Parisi)

Nel panorama italiano siete uno dei gruppi che ha deciso di affondare le radici nel soul e nel funk, nelle loro varie sfaccettature elettroniche, fino ad arrivare all'acid jazz. Qual è stata la ricerca che vi ha portato fin qui?
La black music è il genere che ci ha cresciuto e avvicinato, Alexandros con sfumature più rock e Jennifer con ascolti più vocali. Dopo aver esplorato vari generi in band ampie abbiamo deciso di intraprendere la strada del duo componendo e registrando tutto da soli con un computer, seguendo l'esempio di artisti come Prince, Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails e Flying Lotus. Da qui l'utilizzo di un laptop anche dal vivo, quasi fosse il terzo componente della band, è stata una scelta naturale.



Il 10 Marzo 2016 a Parigi avete partecipato alla Afropunk Battle of the Bands, spin off dell'AFROPUNK Festival; punto di riferimento e vettore della cultura black a livello mondiale. Che effetto vi ha fatto e cosa vi è rimasto di questa esperienza?
È stata la nostra prima esperienza all'estero, a La Maroquinerie quella sera abbiamo incontrato artisti francesi, svizzeri e inglesi, la risposta del pubblico è stata ottima. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere i fondatori di AFROPUNK che da lì ci hanno supportato per tutta la durata del progetto "NeMui". È stata per noi la prima conferma importante.



Il vostro progetto discografico "NeMui" è stato definito un 3P, l'insieme dei vostri tre piccoli ep usciti nello scorso anno più alcuni brani inediti. Oltre che creare molta suspance e attesa per un corposo full lenght, perché correre il rischio di diluire così tanto un album?
La ricerca di nuove forme di pubblicazione musicale per noi è molto importante, su suggerimento dei ragazzi di Cane Nero Dischi abbiamo optato per l'idea di 3P perché è un'idea nuova e ci affascinava il concetto di “flusso musicale costante” tra noi e il nostro pubblico. Pubblicare il disco intero subito non avrebbe avuto senso ai fini del progetto, è stato un rischio ma gli ascoltatori hanno potuto interessarsi al disco brano per brano.



Cosa pensate della scena soul alternativa in Italia, e quali sono le vostre aspettative sul suo futuro?
Siamo un po' in ritardo rispetto al resto d'Europa ma ultimamente anche qua in Italia sta iniziando a delinearsi una scena di soul rivolto al futuro con nuovi artisti che hanno molto da dire.

Tag: foto profilo intervista mi ami rubrica

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