Trent'anni di discografia in un solo grafico

23/08/2011

Volete avere in una sola immagine la storia della discografia mondiale negli ultimi trent'anni?

Cliccate su questo link, e l'avrete: goo.gl/jqTvI

Ad averci pensato sono quelli di Evolver, che hanno realizzato un grafico animato che mostra l'alternarsi dei supporti nel corso di tre decadi. Dallo strapotere dell'LP all'emergere della musicassetta. Poi l'avvento del cd che nei primi anni 2000 arriva a rappresentare il 95% dell'intero mercato. Troppo? Forse sì. La caduta, infatti, è di quelle fragorose e nell'arco di pochi anni si passa dalla quasi totalità a meno della metà.

Il grafico si ferma al 2010. I cd sono al 49%, gli acquisti digitali (singoli e album) sono oltre il 30. Il trend è chiarissimo. Poteva essere compreso con qualche anno di anticipo dai discografici? Senz'altro sì. Ma dieci anni fa la priorità delle major non era allargarsi al mercato digitale, ma stroncare la pirateria. Alla fine, anche loro hanno dovuto capire che Internet non è il male.

Per info:
evolver.fm/2011/08/18/animated-gif-30-years-of-music-industry-change/

Tag: discografia infografica cd

Commenti (22)

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  • Stefano "Acty" Rocco 24/08/2011 ore 18:03 @acty

    un semplice esempio è qui: http://creativecommons.org




  • Cesar P. 24/08/2011 ore 18:57 @cesareparmiggiani

    Creative commons è interessante. Ma se qualcuno utilizza in modo illecito un contenuto registrato CC (che so, senza citare le fonti), viene sanzionato?

  • Stefano "Acty" Rocco 25/08/2011 ore 00:41 @acty

    creative commons comincia ad essere riconosciuta anche legalmente nel mondo... anche se ancora non c'è giurisprudenza che garantisca certezze. il discorso di creative commons comunque non punta alla sanzioni, quanto alla sensibilizzazione collettiva verso una modalità d'uso delle opere dell'ingegno che può essere molto più efficace.

    pensate anche a linux... è quasi tutto gratuito, ma esistono anche molti programmi a pagamento. eppure trovarli piratati è quasi impossibile, perchè non c'è nè domanda (la gente li compra), nè tantomeno interesse a creare un'offerta da parte di cracker/pirati.

  • Faustiko Murizzi 25/08/2011 ore 09:34 @faustiko

    Che io sappia, l'unica regolamentazione del settore che hanno provato a fare é la legge Hadopi in Francia. E non mi pare esattamente un "compromesso" che possa definirsi accettabile e al passo coi tempi...

  • Cesar P. 25/08/2011 ore 14:38 @cesareparmiggiani

    Sarò forse troppo Hobbesiano ma è proprio quello il punto che mi rende scettico sull'utilità di Creative Commons. Non sono contrario ma non capisco come si riesca a sensibilizzare la "maggior parte" della gente.

    Stessa cosa per linux, penso sia ottimo! Ma è comunque una "nicchia", e forse proprio per questo è difficile fare una stima su quanti effettivamente preferiscono comprare quanto invece utilizzare software pirata in quell'ambito.

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