I Têtes de Bois per Léo Ferré

21/05/2001

C’è un grandissimo autore purtroppo non abbastanza conosciuto in Italia. Un poeta, trasgressivo, imprevedibile: Léo Ferré.

I romani Têtes de Bois gli dedicano un omaggio con una serie di concerti e di seminari in giro per l’Italia, insieme ai suoi amici, i suoi traduttori, gli artisti che lo hanno conosciuto.

Questo concerto è fatto di molti dei suoi versi proposti in italiano.

Il viaggio con Ferré inizierà all’Alexanderplatz, prestigioso club romano dedicato al jazz ma anche alla canzone d’autore, venerdì 18 e continuerà venerdì 25 maggio alle ore 22.30.

Nuovi arrangiamenti, in una veste inconsueta per un autore inconsueto. Da “La marge” (Sono chi sei) a “Gli anarchici” (Les anarchistes), da “Les étrangers” a “Col tempo” (Avec le temps).

I Têtes de Bois sono una band molto speciale, un sestetto composto di voce, tromba, contrabbasso, piano e fisarmonica, chitarra, set percussivo. Una storia fatta di strada, di luoghi impropri, di Berlino e di Parigi, di concerti sulle scale mobili nei sotterranei dei metrò, di fabbriche abbandonate, d’interventi estemporanei sui tram, nelle stazioni ferroviarie, ma anche di club, teatri e festival prestigiosi come il premio Tenco o il Festival della Canzone d’autore di Recanati.

Da anni la band custodisce un amore particolare per un artista straordinario: Léo Ferré.

Già nei precedenti dischi e in tutte le occasioni possibili i Têtes de Bois hanno interpretato brani del grande musicista poeta francese incoraggiati dalla stima e dall’amicizia della signora Ferré, la dolcissima Maria.

Oggi in questo clima surreale e con la collaborazione di Giuseppe Gennari, presidente del centro studi Léo Ferré in Italia ed amico-traduttore di Léo, è nato il progetto che vi stiamo presentando: realizzare un disco tutto su Léo, con molti testi tradotti in italiano, con arrangiamenti scritti appositamente per l’occasione.

Léo Ferré è un autore fantastico e solo ascoltandolo per anni è possibile apprezzarne la ricchezza, la genialità, l’assoluta originalità. Tutto questo si è tradotto in emozione, per noi musicisti, in ricerca, in comunicazione, in magia, in un rapporto con il pubblico inspiegabile.

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