Chiude negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di compact disc

La fabbrica della Sony di Terre Haute nell’Indiana, primo impianto aperto nel Nord America, è l’ultimo a chiudere la produzione di compact disc.
16/02/2018 09:46

Si parla da tempo del costante aumento dello streaming e del download e del crescente ritorno del vinile, ma al successo di questi vecchi e nuovi formati cosa corrisponde nel mercato dei cd? Si possono trarre evidenti conclusioni con quello che sta accadendo negli Stati Uniti, dove negli ultimi anni la Sony ha chiuso molti impianti di produzione di compact disc, fino a decretare la fine anche della storica fabbrica di Terre Haute nell’Indiana, dove con 375 lettere di licenziamento si stabilisce la conclusione di un’epoca: l’impianto era infatti l’unico rimasto negli USA.


L'impianto della Sony di Terre Haute (foto via tribstar.com)


“Il mercato dell’intrattenimento domestico – ha detto alla stampa il presidente di Sony Digital Audio Disc Corp. America, Dave Rubenstein sta declinando da molti anni. Finora siamo riusciti a tenere il passo soprattutto con una politica molto aggressiva di taglio dei costi e cercando di creare efficienza attraverso tutta la filiera. Adesso però non ha più senso andare oltre”. Lo stabilimento di Terre Haute ha una lunga storia: nato nel 1953 per produrre dischi di vinile per la Columbia Records, era poi diventato una divisione della Columbia Broadcasting System, iniziando a produrre compact disc nel 1984. Nel 1985 la Cbs fu acquisita dalla Sony, che nel 1988 divenne l’unica proprietaria e marchio per la produzione di cd. L’impianto, che in 33 anni ha stampato più di 11 miliardi di compact disc, rimarrà aperto con i restanti 300 dipendenti soltanto per produrre Blue-Ray (soprattutto per la Playstation) e mini dischi UHD-100 per gli impianti di proiezione.

Il cd, che a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 si impose su vinile e musicassetta producendo una vera e propria trasformazione del mercato discografico, aveva già in sé la causa del suo declino: fu il primo formato a portare la musica digitale nelle case della gente, che ben presto scoprì di poter copiare gli album con facilità e senza perdere qualità. E mentre si cercava di arginare la pirateria e l’uso di masterizzatori, arrivò nel 2001 il primo iPod, aprendo una nuova era nell’ascolto della musica: come scrive Greg Milner nel suo libro “Perfecting Sound Forever”, “I manager non capirono che il pericolo veniva dall’mp3 soprattutto perché suonava male, molto peggio del cd. Ma era una qualità più che accettabile, tanto che la maggior parte del pubblico che non è educato alla musica non si accorgeva neanche della differenza”.

Qualche curiosità: il primo cd stampato in America fu “52nd Street” di Billy Joel, il primo a superare un milione di copie “Brothers in Arm” dei Dire Straits, mentre il primo compact disc prodotto nello storico impanto di Terre Haute fu “Born in the U.S.A.” di Bruce Springsteen.

(via)

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L'articolo Chiude negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di compact disc di margherita g. di fiore è apparso su Rockit.it il 16/02/2018 09:46

Tag: sony - cd

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