Premio Nobel a Vecchioni: è una bufala

Girava nei giorni scorsi la voce della candidatura di Vecchioni al Nobel: ecco perché è una bufalaGirava nei giorni scorsi la voce della candidatura di Vecchioni al Nobel: ecco perché è una bufala
24/09/2013 14:56 di

UPDATE: Dalla bufala alla farsa. Enrico Tiozzo, autore dell'articolo sul Corriere della Sera che ha messo in moto tutto, ha scritto una lettera a Studio, per smentire il fatto che la candidatura di Vecchioni al Nobel fosse una bufala. In sostanza, Tiozzo dice che lui è uno dei professori cui l'Accademia di Svezia chiede consigli per il Premio Nobel, che ha da poco fatto le sue segnalazioni e che può garantire che qualcuno ha candidato Vecchioni al Nobel. Ovvero: Tiozzo ha candidato personalmente Vecchioni al Nobel e poi ha scritto un pezzo per dire che Vecchioni era candidato al Nobel. La cogliete la (nemmeno troppo) sottile differenza? C'è del genio, va detto.

 

E' stato uno degli argomenti più condivisi e citati nei giorni scorsi: Roberto Vecchioni candidato al Premio Nobel. L'Accademia di Svezia pronta a dare il Nobel per la Letteratura a un altro italiano atipico, dopo quello vinto da Dario Fo nel 1997.

Un articolo pubblicato dal Corriere della Sera (a firma Enrico Tiozzo) e subito rilanciato da siti e social network: oltre a Vecchioni, candidati al premio anche Bob Dylan e Leonard Cohen. Segue dichiarazione di Vecchioni, copiata&incollata da tutti i siti, in cui il professore si dice incredulo e contentissimo.

Peccato che fosse una bufala, o almeno una notizia che nessuno potrà mai provare, come ha spiegato bene Studio in un pezzo pubblicato sabato.

A grandi linee: il Nobel non funziona come gli Oscar, non ci sono candidature pubbliche e non c'è una rosa di papabili vincitori. Ogni anno, una serie di istituzioni di alto livello di tutto il mondo, riconosciute dall'Accademia di Svezia, invia a Stoccolma i nomi di scrittori e affini ritenuti meritevoli del premio. In Italia, una delle associazioni che effettua queste segnalazioni è il Pen Club, il cui presidente Sebastiano Grasso ha spiegato a Studio come è nata la bufala-Vecchioni, prendendo di mira il giornalista del Corriere Enrico Tiozzo: «Tiozzo ogni anno fa sempre lo stesso pezzo, la maggior parte dei nomi se li inventa, tanto nessuno può smentire, neanche l’Accademia di Svezia [...] Il gioco è possibile perché l’Accademia di Svezia ha la regola di tenere segreti per 50 anni i nomi dei candidati e non interviene mai per smentire perché violerebbe il segreto».

Ok, ma che peso hanno queste segnalazioni? Sempre Grasso risponde a Studio dicendo che all'Accademia «Non ascoltano nessuno, sono dodici, nominati a vita, non si possono dimettere, solo quando muore uno di loro muore viene sostituito. [...] Nessuno ha influenza su di loro».

Risultato: Roberto Vecchioni candidato al Nobel è una bufala, una notizia che non esiste.

Questa storia però ci ha insegnato che chiunque può dire che chiunque è a tanto così dal Nobel. Noi quest'anno puntiamo forte su Mc Fierli e sul signor Caldirola del terzo piano. Appuntamento nel 2063 per vedere se ci siamo inventati tutto o no.

Tag: premio nobel

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