Venezia, il comune decide cosa suonare?

19/09/2011

Se fosse confermata, sarebbe tra quelle cose che stanno tra il ridicolo e il tragico. Gira da questo weekend su vari blog una presunta ordinanza del comune di Venezia, che avrebbe come obiettivo disciplinare la tipologia dei concerti ammessi nel centro storico della città.

Il discorso è semplice: se certa musica è più rumorosa di altra, vietiamola a priori e ci evitiamo un problema. Lineare, il ragionamento. Il motivo, come sempre, è il riposo della cittadinanza non interessata. L'ordinanza esordisce infatti con un elenco di meriti riconosciuti alla musica e al settore dei concerti, tra cui quello di favorire la socializzazione degli studenti universitari veneziani e - cosa non da poco - un aiuto all'economia attraverso creazioni di posti di lavoro in locali, pub e - per usare una terminologia adatta alla situazione - luoghi preposti alla musica da ballo.

Le cose iniziano a complicarsi quando si fa riferimento alle 23 come orario in cui tutto deve finire perché «convenzionalmente considerate come inizio dell'orario deputato al riposo».

Si finisce poi nel ridicolo con la definizione vera e propria dei generi ammessi e di quelli banditi. Se il pop è una «musica inglese di facile ascolto e soft» ed è concessa a patto che «basso e chitarra semiacustica non siano amplificati», se la passa male il «jazz sperimentale quale il free jazz che essendo dissonante potrebbe essere sgradevole o di disturbo». E ancora: ok al reggae, ma solo in una particolare zona della città e solo se arrangiato in versione semiacustica.

E avanti così. Un delirio che potete leggere per intero nelle due foto che chiudono questa news. Come detto, siamo tra il ridicolo e il tragico. Sul sito del Comune di Venezia non si trova traccia di questa ordinanza. Il dubbio sulla veridicità del documento è in realtà speranza che si tratti di un falso. Sta di fatto che - leggendolo - si resta inorriditi, ma probabilmente nessuno resta sorpreso o scandalizzato, segno che - veritiero o meno - si tratta senza dubbio di qualcosa di verosimile. E allora, tra ridicolo e tragico, la faccenda segue soprattutto il secondo binario.

Guarda il documento:
goo.gl/1IWzs
goo.gl/xnsI6

Via:
goo.gl/38CGl

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