Verdena. Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme

13/12/2010

I Verdena fanno sempre come gli pare: refrattari a qualsiasi regola e lontani da qualsivoglia scena, fanno reparto a sé e si dimostrano molto più indipendenti e coraggiosi di tante band indie. Dopo un silenzio di tre anni Alberto, Luca e Roberta tornano con un singolo che fa strabuzzare gli occhi e che non mancherà di sorprendere (deludere?) anche i fan più accaniti (in rete c’è già chi grida al fake). Chitarre acustiche in arpeggio, percussioni dritte aiutate dall’handclapping, cori ed echi d’altri tempi, melodie sognanti ed evocative: un pezzo che si spoglia di qualsiasi irruenza e sembra cercare le proprie origini nel beat italico e nella psichedelica dei 60 pur suonando meravigliosamente contemporaneo. Un assaggio a dir poco stimolante di un disco che si preannuncia di svolta. Bentornati! // Nicola Bonardi

Per info sui Verdena:
www.verdena.com/

Commenti (59)

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  • Nicola Bonardi 31/12/2010 ore 02:32 @nicko

    mi spiace, ma big surprise e all is loneliness non c'entrano proprio un cazzo col pezzo dei verdena, è una tua fissazione.
    ribadiso ogni singola parola che ho scritto e il fatto che tu lo trovi incredibile è un problema soltanto tuo.
    i verdena non spaccano all'estero perchè sono italiani e cantano in italiano, ho visto concerti di blasonate band americane o inglesi a cui i verdena avrebbero fatto il culo quadrato, fattene una ragione.
    buon anno.

  • Lago Nell' Avena 31/12/2010 ore 09:43 @lagonellavena

    io me ne farò un'idea, ma tu ti accontenti.
    e come diceva quello: contento tu?
    altrettanti auguri

  • Inland Sea 31/12/2010 ore 09:46 @spadapaolo

    E' curioso che a chi canta in inglese venga spesso detto "perchè non canti in italiano, faresti un successone" e a chi canta in italiano, e pure ha successo, si rimproveri di non cantare in inglese perchè "spaccherebbe all'estero"..
    Il problema è che la stragrande maggioranza degli italiani non parla ancora un inglese accettabile per le orecchie straniere, e ciò vale anche per i musicisti. Aggiungiamoci un certo ritardo cultural-musicale (inutile negarlo) ed ecco che si mantiene all'estero un pregiudizio verso di noi che penalizza anche chi avrebbe i numeri per "fargli il culo quadrato".
    Come se ne esce? Continuando a cantare in inglese (chi ne ha voglia, e possibilmente sempre meglio), portando la NOSTRA musica. Tanto i confini culturali hanno i giorni contati.
    E magari, togliendoci un po' di quella ossessione per il testo, per le parole...
    Buon anno.

  • Nacho Fever 31/12/2010 ore 11:48 @nachofever

    Che i verdena ricordino i Motorpsycho è un dato di fatto, non un'opinione. Però a me piacciono i Verdena, molto! Ma allo stesso tempo mi irrita questa idolatria che si ha nei loro confronti da parte di molti addetti ai lavori.

    Che poi non spopolino all'estero è un altro discorso... perchè dovrebbero spopolare all'estero? In Italia vanno benissimo, che ce ne frega dell'estero? Ci sono gruppi che cantano in inglese e suonano da dio e non spopolano nè in Italia nè all'estero. Oppure c'è Paolo Meneguzzi che spopola in sud america.

    Ai Verdena le cose vanno bene, fanno buona (buonissima) musica, se lo meritano, ma basta con l'idolatria che fa venire la nausea.

  • Scorze di ceci 31/12/2010 ore 14:35 @sky77

    mah....i motorpsycho hanno successo fuori dai loro confini perchè cantano in inglese.......i verdena potrebbero avere anche successo fuori dall'italia se cantassero in inglese,nel 2003 i moir desire li avevano sentiti e visti dal vivo e li avevano voluti ospiti a tutti i costi ad un festival organizzato da loro lì in francia,quindi il problema della lingua c'è...poi che non facciano nulla di originale siamo d'accordo,ma tu dici che sono mediocri e forse stai un po esagerando
    poi i 2 brani dei motorpsycho(che amo alla follia....)non c'entrano nulla col pezzo dei verdena.....

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