“Vita da artisti”: i lavoratori nello spettacolo dal vivo sono precari e poco tutelati

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05/05/2017 10:55 di

“Vita da artisti” è una ricerca condotta da Daniele Di Nunzio, Giuliano Ferrucci e Emanuele Toscano per la Slc-Cgil, i cui risultati (elaborati dalla Fondazione Di Vittorio) sono stati diffusi ieri a Roma al Teatro Sala Uno. I ricercatori hanno utilizzato un questionario online per raccogliere dati presso i lavoratori nello spettacolo dal vivo, ottenendo 3.856 risposte e analizzandone 2.090. Il quadro che ne viene fuori non è dei più rosei: i lavoratori nello spettacolo dal vivo in Italia sono giovani (il 71% ha meno di 45 anni), poco pagati (la media di retribuzione annuale è di poco più di 5.000 euro), precari (l'80% ha contratti temporanei) e poco tutelati: solo il 17% è iscritto a associazioni sindacali.



Riguardo ai contratti, la formula più comune è il contratto a tempo determinato (80%), mentre quello stabile è un’eccezione (10%). Il contratto più frequente è quello temporaneo: nel 2015 ha interessato due lavoratori su tre. La partita Iva è stata usata nel 22% dei casi, mentre il ricorso al voucher – ora abolito – è aumentato in due anni dal 5,4% nel 2014 al 9,2% nel 2015. Ma non sempre si viene pagati in maniera puntuale: solo un artista su quattro riceve subito la retribuzione, mentre il 21% lamenta ritardi tra 3 e sei mesi, il 10% più di sei mesi. Esiste poi una grande fetta di lavoro non retribuito, e moltissimi casi di lavoro irregolare o in nero: il 40% del campione ha dichiarato di svolgere mansioni non previste dal contratto o dalla commessa, le prove non sono quasi mai pagate (69%) e si lavora in periodi concentrati dell’anno. Il numero medio annuo delle giornate di lavoro retribuite è di 34. Va da sé che per molti l’attività artistica non sia l’unica fonte di reddito, infatti il 40% svolge un altro lavoro.

In base ai dati Inps del 2015, sono circa 136.571 le persone che lavorano nel settore: più della metà sono attori, seguono i concertisti e gli orchestrali, i danzatori, i lavoratori della moda e della figurazione, i cantanti. Per il 55% sono uomini e per il 45% donne, che vengono retribuite meno in ogni ambito. "Manca la percezione che il lavoro culturale sia lavoro a tutti gli effetti “, commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, “Se nei vari territori le grandi risorse che sono state dedicate ai centri commerciali fossero state impiegate per i circuiti culturali, avremmo un clima differente”.

 

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Tag: spettacolo lavoro dati

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