Non trasformate X Factor in Amici di Maria de Filippi

via ciociariaoggi.it - Diana Lou X Factorvia ciociariaoggi.it - Diana Lou X Factor
18/11/2016 11:07 di

Partiamo da una considerazione: essere ultraconservatori nei confronti della musica in televisione è una posizione reazionaria. Le (poche) popstar degli ultimi anni escono dai talent, che questa cosa ci piaccia o no. Tanto, per fortuna, siamo ancora liberi di ignorare i dischi in classifica, i video più visti su YouTube e la musica che crediamo non ci possa piacere.
I tempi cambiano, i fruitori pure, i mezzi si evolvono, così come il sound, ed è meglio non cascare dal pero come i nostri bisnonni alla nascita del rock'n'roll: si può stare in cameretta a rimpiangere i Pink Floyd e gli Iron Maiden oppure fare pace col fatto che mentre invecchiamo, là fuori il mondo va avanti. Nessuno è obbligato a salire sul carrozzone della musica in tv, ma di sicuro non ha senso sbraitare come gli anziani davanti ai cantieri.

Prima di sbraitare quindi, le 10 edizioni di X Factor le ho guardate quasi tutte. Prima perché era una novità, poi per affezione nei confronti del format. Che si tratti di pasticceria, musica o fisica quantistica, il meccanismo del talent è una tipologia di programma televisivo che appassiona per il processo di immedesimazione che porta con sé: anche io un giorno potrei alzarmi dal divano e far assaggiare a Knam uno dei miei soufflé al cioccolato di cui il mio fidanzato va matto. E soprattutto vincere dei soldi in cambio dei miei meravigliosi soufflé.

So anche che per arrivare a cucinare il mio soufflé dovrò fare tantissime cose che non mi piacciono: abbinare melanzane e cioccolato, usare una certa marca di farina che sponsorizza il programma e non la mia preferita, sottopormi al giudizio di persone che potrei stimare poco. Ma questo non è che il prezzo da pagare quando si va in tv.

Dopo qualche edizione che non ho guardato perché non ho un abbonamento fisso a Sky, quest'anno la presenza di Manuel Agnelli mi ha riavvicinata a X Factor. Manuel Agnelli è un artista che stimo, è stata una parte importante della mia formazione musicale, e durante la nostra intervista ci ha parlato con convinzione della sua "visione" nel partecipare allo show.
Il suo arrivo, unito al fatto che televisivamente X Factor è un programma che funziona molto bene, mi ha portata ogni giovedì a restare sul divano. Le gare, le sfide, le assegnazioni, incollano la mia curiosità. X Factor è un format con una bella conduzione, un bel ritmo, le spettacolari coreografie di Tommasini, anche con il pregio di portare sul palco della musica che (è inutile negarlo) difficilmente si può ascoltare altrove nella televisione italiana. 
Se non ci fosse tutto questo contorno, la proposta sarebbe poca roba: 12 cantanti di cui 3 band, che spesso sono molto meno interessanti del programma stesso. Quest'anno più del solito: la squadra di Arisa è composta da artisti anonimi che sono andati puntualmente al ballottaggio, la squadra di Agnelli è tenuta insieme solo da Manuel stesso, mentre Fedez ha un paio di brave interpreti.

Non stupisce quindi se ieri sera, nella temuta puntata con la doppia eliminazione, i due concorrenti superstiti della sgangherata squadra di Arisa siano andati al ballottaggio. Stupisce molto di più che ci siano andati i fortissimi Daiana Lou, che tutti davano se non per vincitori quanto meno per finalisti, grazie alla voce potente e particolare di Daiana.
E proprio qui ieri sera si è vista la debolezza degli autori, vessati quest'anno da ogni parte: prima per i montaggi vòlti a ridicolizzare appositamente alcune esibizioni, poi per la rinuncia dei Jarvis, infine per l'andamento davvero imprevedibile delle votazioni del pubblico, che sta evidentemente punendo le scelte di Arisa, che avrebbe rischiato di restare senza cantanti già alla quarta puntata.

 

Al momento dell'annuncio (secondo l'insidacabile giudizio del pubblico, Fem e Loomy avrebbero dovuto essere eliminati), i Daiana Lou hanno deciso di abbandonare volontariamente il programma, lamentando, da veri paladini della giustizia televisiva, di non aver apprezzato la scelta di far seguire all'omaggio a Cranio Randagio (ex concorrente recentemente morto) la messa in onda della pubblicità. La conseguenza logica è stata che nonostante il voto del pubblico, Loomy è rimasto in gara.
Ci si domanda se avrebbero lo stesso abbandonato il programma se non fossero stati a rischio eliminazione, ma già al sicuro nel loft dei cantanti.

Sono giustificate quindi le lamentele del pubblico (pagante) che si è sentito privato della propria sovranità al televoto: Loomy avrebbe dovuto essere eliminato, mentre sarà a X Factor anche nella prossima puntata.
Una sceneggiata all'italiana piena di presunti buoni sentimenti in nome della superiorità morale di chi non vuole farsi stritolare da un evento televisivo che dura da 10 anni e di certo non ha mai nascosto le sue debolezze o i compromessi che bisogna accettare per far parte del gioco (e questo i Daiana Lou immagino lo sapessero anche prima).

Un momento televisamente imbarazzante, molto difficile da digerire per chi è abituato alle scelte virtuose che rendono X Factor un programma migliore di qualsiasi altro talent. Alvaro Soler si è limitato a chiedere ai suoi concorrenti se fossero sicuri di volerlo fare, Manuel Agnelli, serafico, non ha quasi aperto bocca.

Non vogliamo insinuare che il tutto sia stato architettato per non privare Arisa di tutti i suoi concorrenti, né che gli autori ci abbiano messo lo zampino per arginare la pioggia di critiche giunte durante questa edizione. Ma ciò che non vogliamo da X Factor è che diventi un palcoscenico di psicodrammi à la De Filippi e che continui ad essere un buon prodotto (almeno) televisivo.

 

Tag: opinioni x factor

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