Optimal Junks (Optimal style for a Junk life), il nome vuole chiarire che gli Optimal Junks non sono solo una band, ma un modo di essere. Letteralment

Definire gli Optimal Junks è molto difficile. L'arte non può essere imbrigliata entro una definizione, l'arte è un flusso che deriva dal pensiero, uno stream of consciousness, un fiume in piena che sgorga dall'anima e non può essere costretta, inclusa in alcunché.
L'essenza della band può essere ritrovata nella triade: Essere, Pensiero, SexDrugs&RockNRoll. Triade che viene a vivificarsi nella creazione del pezzo, nell'infondere nel pezzo questi concetti.
L'Essere sta nella voglia di mettere sé stessi, e non le nostre maschere quotidiane, nel lavoro che compiamo, nelle creazioni, nel modo di qualificare i nostri Pensieri, Pensiero che viene estrinsecato attraverso il gesto, perché l'importanza del gesto è superiore a quella del risultato. La ricerca sonora è oggi valutata come fonte unica di valutazione qualitativa di un prodotto musicale, noi siamo dell'idea che anche con sonorità classicheggianti, che ricordino i tempi gloriosi del Rock, si possa creare un prodotto apprezzabile, senza dover ricorrere ad un registro musicale estremamente indie (parola tra l'altro che significa tutto e niente), un prodotto che venga valutato per la sua capacità di penetrare dentro la mente di chi ascolta, per le sue linee melodiche. Il campo della ricerca testuale è invece più da approfondire, in quanto attraverso la parola si può ritrovare quell'ideale di universalità che coincide col concetto di Arte e che coincide con la nostra personalissima (magari banale) visione dell'Arte, che viene poi a concretizzarsi nelle performance, nell'ideale del SexDrugs&RockNRoll, nella ricerca della componente irrazionale, caotica, avulsa da controlli sovrastrutturali dell'anima, il sacro fuoco divampa dentro ognuno di noi, arde una fiammella, va solo alimentata, perché la carne richiede lo stesso identico spazio dello spirito. Si tratta di una ricerca anche edonistica, di una ricerca senza punti di arrivo, senza domani, per l'ideale di Piacere, quel Piacere che ci fa scrivere ciò che vogliamo e suonare la musica che vogliamo, senza preoccuparci del giudizio della critica più colta, fare del palco un amaro orgasmo ironico, perché il palco è la messinscena della vita e lì, solo lì, si è davvero se stessi, quando si libera il δαίμων che ci pone più vicini al nostro reale essere. Al pubblico non rimane che guardare, il pubblico non sa discernere, il pubblico va preso, ghermito, sedotto e ucciso, senza ringraziamenti, solo con la forza dell'Essere, del Pensiero e del SexDrugs&RockNRoll, solo essendo ciò che siamo: Optimal Junks (a megghiu munnizza).