Le tracce registrate in casa come un demo-tape riprendono gli esperimenti più (o meno) riusciti del giovane cantautore veronese Matteo Bergamin (Primaluce/Adius) che ispirato dalle parole di Rino Gaetano comincia a scrivere canzoni dall'età di 18 anni. Le quattro tracce presentate tra inesperienza e naturalezza sono un timido affacciarsi sul mondo musicale. Il titolo eloquente ma enigmatico si riferisce a un aforisma di Charles Baudelaire che afferma: "La musica scava il cielo" celando un amara auto-ironia. In parallelo Primaluce/Adius registra un album in studio con il gruppo Gin Lane dal titolo "Il manuale dell'insonne" in un difficile tentativo di unione tra cantautorato e musica rock.