Il Propano si diffonde per l'aria, intossicandola e rendendola infiammabile. Il Propano è un suono, un grido, o, forse, un lamento proveniente da una soffitta di Milano Est e da uno scantinato poco distante dal Cimitero Maggiore. Una musica che spesso sembra un litigio, un'esplosione innescata dallo scontro tra una melodia e la voglia di distruggerla. Fischi che passano sopra le teste come in un bombardamento, un assedio sonoro che improvvisamente si placa, lasciando risuonare il ronzio dell'esistenza. Voci diverse abitano le macerie, echi di pensieri indesiderati, codici di un sogno incomprensibile e chiarissimo. Una congiura non pianificata, resa necessaria dall'incontro, non sempre pacifico, tra due reduci di numerose sconfitte e i loro nevrotici alleati. Le fuoriuscite di Propano sono localizzate nella mente, nella gola e nelle dita di Mattia, nella chitarra di Yair, nei colpi da Giacomo inferti alle pelli della sua batteria, nelle vibrazioni del basso di Yanez e nelle scosse che attraversano il sax, le tastiere o quant'altro Alberto abbia sotto mano. Lasciatevi intossicare quantoprima.