I Quarantadue sono un gruppo strano. I Quarantadue hanno fans in Turchia e nella Brianza Alcolica. I Quarantadue non sono quarantadue ma cinque. Suonano insieme dal gennaio 2008, ma hanno esperienza live da vendere. Prima ascoltavano punk, new-age, emocore, Mozart, l'elettronica, il metal classico e quello ignorante, e adesso che sono insieme fanno postcore come gli Isis o gli Envy, o come i Mogwai quando si arrabbiano: ritmi dilatati, arpeggi toccanti, batteria potente e assoli tamarri. Ogni tanto citano i Tool, e ne vanno fieri. I Quarantadue fanno metal strumentale, ma un cantante ce l'hanno: qualche volta canta, altre volte parla, molto spesso urla. Sempre in italiano. Non è perché non sanno l'inglese, ma perché ogni canzone ha qualcosa da dire, e dirlo in italiano è più difficile. I Quarantadue sono una via di fuga per chi studia, chi vende brugole, per chi ripara computer e per chi vorrebbe uccidere il capoufficio. Le canzoni dei Quarantadue sono come il Tronky: incazzose fuori e romantiche dentro.