contadino biologico, vignaiolo e musicista, fondatore del folk festival LA MUSICA NELLE AIE, porta in giro per la Romagna e non solo la sua idea di un

Quinzân contadino biologico, vignaiolo e musicista, fondatore del folk festival LA MUSICA NELLE AIE, dal 1996 ha dato vita al suo progetto di trovare una nuova strada alla musica romagnola suonando nelle situazioni le più varie: teatri, sagre, radio e televisione.
Dopo aver pubblicato un vinile a nome Pietro Bandini (“Sguardi al cielo”), assume lo pseudonimo di Quinzàn dal soprannome in dialetto della propria famiglia; escono due album che ottengono consensi di pubblico e critica: “U ‘n piôv” del 1998 e “Lòm a mêrz” del 2003, che riceve il premio MEI come miglior disco dell’anno della regione. Canzoni da entrambi gli album vengono trasmesse a Rai Radio1 e Rai Radio 2 all’interno dei programmi “Demo”, “Caterpillar” e “Fuori Giri”; da segnalare la partecipazione alla trasmissione tv “Follia rotolante” di Rai 2 e tra le recensioni di “Lòm a mêrz”, quella di Massimo Cotto su “Max”.
Collaborazioni vengono poi realizzate con artisti del calibro di Ivano Marescotti, Giuseppe Bellosi, Giovanni Nadiani e musicisti quali Luca Bonucci, Fabrizio Tarroni, Serena Bandoli, Luisa Cottifogli e nel 2010 con Massimo Bubola, il cantautore de “Il cielo d’Irlanda” e collaboratore di Fabrizio De Andrè. Sempre nel 2010 gli viene attribuito il premio “IMOLA IN MUSICA” e il “FAENZA MUSIC AWARD”.
Nel 2012 a quasi dieci anni dal precedente “Lòm a mérz” esce il terzo album di Quinzàn “Venì, venì e mi amore” edito dalla Galletti-Boston.
In questo tempo Quinzàn oltre ad aver impegnato tempo ed energie per “LA MUSICA NELLE AIE”, Folk Festival apprezzato e noto a livello nazionale, ha continuato a portare in giro per la Romagna e non solo la sua idea di una musica legata strettamente alla sua terra e alla sua lingua, una musica che guardi sia al passato sia al presente e, possibilmente, anche al futuro.