band, Roma.

Raesta, all’anagrafe Stefano Resta, polistrumentista, nato a Corato (cittadina della provincia barese), nel giugno del 1986.
Scopre una passione viscerale per la musica da giovanissimo, quando, dopo un periodo dedicato a chitarra e pianoforte, sarà travolto dallo studio dell'unico strumento che, dai 14 anni in poi, non lo abbandonerà più: la batteria. È con lei che Raesta trova maggiore spazio ed espressività, maggiore possibilità di dare tono e concretezza alle mille sfumature di giornate mai uguali e stati d’animo caotici e fragorosi, in quell’affastellarsi di sogni e malinconie proprio dell’adolescenza.
Cresce, dunque, tra musica e studi di medicina, vivendo la realtà della provincia cronica, satura eppure in fermento, militando in varie band (Barbados, Two Left Shoes, Solandata sono alcune), e suonando con artisti folk italiani (La luna sotto l’albero del carrubo) ed elettropop (Wallemberg, Svezia).
Figura singolare, Raesta, nostalgico, amante della vita e del tempo che non basta mai, spesso incompreso e incomprensibile, con tratti dal sapore “felice-triste” che lo rendono autore di una musica eclettica ed imprevedibile, difficilmente categorizzabile. Coverizza De Andrè, riflette ascolta studia compone nel nome dei Radiohead, gli artisti che sopra tutto e tutti si ergono a punto di riferimento principale e fondamentale della sua musica e, come è naturale, della sua vita.
Ma Raesta non è solo questo: è anche musica tecno ed elettropop ( con lo pseudonimo Artence, New Springs-time for changings, 2013); è anche frontman della band “Ilaria in una Stanza”, con cui nel 2015 rilascia l’ep autoprodotto “Scrumble!”: è in questa occasione che nascono brani dalle atmosfere calde e sinuose, mai disgiunte da quella vena tormentata, fumosa, sfaccettata, che caratterizza tutta la sua produzione precedente e successiva, combinata ad una voce intima, un anelito alla quiete apparente in una realtà dove rumore, parole e ostacoli, la fanno da padrone.
Ma è nel 2017 che, approdato a Roma, dove trova nuova linfa e ispirazione, Raesta registra e rilascia il suo primo singolo “Distant Worlds/Wake up!”, manifesto non più timido e sibilante, ma chiaro e deciso, della necessità di opporsi alle avversità, alle inaspettate sorprese che la vita riserva, seppur muovendosi adagio e attentamente in quel flusso che ci trascina senza sosta tra sintetizzatori, tamburi, riff di chitarre e un cantato intimo, ma ammonitore.