01/07/2009

I Montezuma hanno sicuramente un forte impatto, fin dalla prima nota. Il loro sound hard rock misto a grunge li rende un gruppo dotato di ottime capacità compositive, sia dal punto di vista strumentale che testuale. Curiosa la scelta di avere quattro brani su sei puramente strumentali: in questo modo i pezzi si trasformano in colonne sonore per film d'azione immaginari.

Le influenze sono le più varie: dagli Alice In Chains ai Tool, dai Kyuss ai Rain, ricordano perfino i 69 Eyes nelle parti più ruvide e corrose di feedback. Quando invece la band si lascia andare in momenti più "tranquilli", ci si sposta verso Russian Circles, Mogwai e Sigur Ros.

La capacità di variare melodie e ritmi, passando da suoni pesanti ad atmosfere psichedeliche e pacate all'interno dello stesso pezzo, è sicuramente il più grande pregio dei Montezuma. Tuttavia questo espediente viene usato sistematicamente in tutti i brani, rendendoli molto omogenei, troppo. Può essere sintomo di una creatività tutta da sfruttare ma c'è il rischio che le canzoni suonino tutte uguali.

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