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RECENSIONE
04/05/2009

Ad una recente intervista rilasciata per Rockit i Les Fauves ammettono che per "N.A.L.T. 2 - Liquid Modernity" hanno tentato di fare qualcosa di diverso dal solito, "Sapendo che il rischio era quello che [l'album] venisse considerato un po' troppo confusionario, irrazionale e quant'altro, soprattutto dai giornalisti che non sempre hanno voglia e tempo di dedicare molti ascolti ad un promo".

Bene, tanto per citare il titolo della canzone d'apertura ("Everlasting Soup"), assaggiamo senza timor di mal di pancia questa bella zuppa speziata e dai mille retrogusti: cucchiaiata dopo cucchiaiata si assaporano tribalismi urbani à la Talking Heads ("Keep Living In The Subway"), giocosi rimbalzi Devoluzionistici per elettronica ad 8 Bit ("Lagos"), squarci sognanti e psichedelici che manco i Galaxie 500 ("Snow On Trinidad And Tobago"), dilatazioni per dub lunare e strumenti a fiato ("Pitslicker"), freakerie assortite e tanto, tanto altro... E come se non bastasse, tanto per citare il titolo della terza canzone del disco ("Drops Drops Drops"), ogni canzone è attraversata da decine di micro-arrangiamenti che scivolano via come gocce di pioggia spazzate dal vento su di un luccicante monumento al pop Anni Ottanta, con il singolare risultato di rendere ancora più ridondante l'ascolto di "N.A.L.T. 2 - Liquid Modernity".

Che non è un album semplice, che non vi entrerà in circolo neanche dopo i primi tre di ascolti, ma che imparerete a soppesare soprattutto nella sua interezza: perché questo album va preso o lasciato in toto, perché oltre ad essere un giocoso scarto dalle pose alla moda un po' forzate di "N.A.L.T. 1 - A Fast Introduction", è anche la prova della bontà del songwriting sbilenco del gruppo di Sassuolo, capace di rinverdire con sensibilità autoctona suoni francamente abusati in questi Anni Zero.

Un lavoro frutto di quel prezioso spirito avventuriero che ci riporta sì a quelle realtà italiane Anni Ottanta che, ogni volta che si riascoltano, sembrano suonare vent'anni avanti. Ecco, i Les Fauves oggi sono esattamente dove vogliono essere, ovvero da qualche parte disciolti nella liquida modernità del perpetuo riciclo stilistico: non so a voi, ma adesso mi stanno proprio simpatici.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • Matteo Ghirardi 04/04/2009 ore 15:41

    ciao sono ghiro di rockalt www.rockalt.it potete mandarci copia del vs disco per proporla nella nostra piccola radio? Radio Palazzo Carli CA Rockalt, Piazza duomo, 33077 Sacile PN, grazie infinite, ghiro

    > rispondi a @ghiroleader
  • roberta riccioli 07/05/2009 ore 14:04

    io lo adoro questo disco!![:
    bravi ragazzi!!!
    Ma perchè non ci sono nel programma del MiAmi???:(:(:(:(:(
    sadnessssss

    > rispondi a @misslux
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