Tellaro Jars, Jams & You 2008 - Indie, Folk, Elettronica

Jars, Jams & You precedente precedente

Al primo ascolto si direbbe che non è al livello dei precedenti album. Come se gli esuberi all'interno della band, che ormai vede i soli Francesco Cantone e Tazio Iacobacci (meglio noto come Pola) al timone, avessero comportato una piccola – e probabilmente inevitabile – emorragia artistica. Eppure si sente che "Jars, Jams & You" è un lavoro importante, stratificato, complesso. Affascinante nella sua imperfezione. Come se per i Tellaro il pentagramma fungesse più da sismografo emotivo che da campo d'azione per le melodie.

Il duo approfondisce il discorso iniziato nel 2005 con "Setback On The Right Track". Indietronica, quindi. Solo pochi anni fa sembrava un genere in procinto di conquistare il mondo. Oggi invece gli addetti ai lavori ne suonano le campane a morto. Il punto però è che la creatività non è un linguaggio. E dunque non ha una grammatica di riferimento. Come i Tellaro sembrano aver capito bene. La loro storia d'altronde parla chiaro. Un ep d'esordio profondamente indie rock. Un disco seguente che sterza proprio verso quei territori elettronici. E adesso, appunto, "Jars, Jams & You". Ancora per la tedesca 2nd Rec. Stavolta in formato digitale. Mp3 in alta qualità acquistabili tramite il sito http://download.2ndrec.com/ con l'ormai classico metodo-Radiohead del paga quanto vuoi.

L'album, allora. La filastrocca catanese messa in scena da "Maria", affascinante frantumazione e ricomposizione musicale attraverso un uso schizofrenico di mille sample ritmici diversi. La ballata "Bad News Don't Need To Be Introduced", dal cuore acustico, dal passo sintetico e dall'umore autunnale. L'anima robotica dal piglio vagamente – volutamente? – demodé di "My Life's A Fraction Of The Money In My Pocket". La chiusura folk di "Things Are Tired Of Being Desired", slide guitar e batteria appena accennata ad accompagnare l'uscita di scena della band.

I Tellaro scelgono colori tenui e toni dimessi. Curvano le spalle e si concentrano sugli strumenti. Perdendo forse un po' dell'appeal comunicativo dei lavori passati. Tanto che in un paio di episodi ("Seattle, Sicily" e "Zaurdetto") si concentrano troppo sui dettagli senza portare in dote una convincente vena melodica. Ma la raccolta dimostra nel complesso di avere il passo giusto e una notevole ispirazione. Non è un caso allora se i Tellaro continuano a restare tra i nostri preferiti. Con merito.

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La recensione Jars, Jams & You di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2009-02-23 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • eloisa 13 anni Rispondi

    tenete d'occhio la Sicilia quest'anno!!!
    [: [: [: [: [:

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