21/07/2009

Il nome di chi è stato dietro a questi June Miller mette in soggezione. È Chris Crisci degli Appleseed Cast ad aver premuto pulsanti e mosso cursori durante la realizzazione di "Simulacra Sunset". Che nasce come tributo a "Blade Runner", anche se quello del film con Harrison Ford è un immaginario ben più algido, robotico e spietato di quello – caldo e umano – illustrato dalla band.

A livello di compattezza e armonia i June Miller ne escono con le spalle larghe. C'è un lavoro certosino nei dettagli per un post rock con le carte in regola. C'è tutto lo stile. Il crescendo. Il delay. L'emo-zione. C'è da immaginarseli dal vivo: musicisti che si dimenano sul palco mentre la pelle d'oca prende il sopravvento sulle loro braccia e le valvole degli amplificatori evaporano saturazione mista a sudore. Ci sono i ritmi, mediamente più movimentati rispetto alla concorrenza – più rock che post. C'è poi la bella voce che smarca abilmente il gruppo dai facili paragoni e ne esalta potenzialità anche commerciali.

Ciò che manca, al momento, è la sorpresa. I ragazzi colpiscono positivamente per foga e convinzione dei propri mezzi, ma non seducono fino in fondo. L'orecchio già sa dove andranno a parare in termini di costruzione della canzone e le melodie sono buone ma talvolta un po' acerbe. Sarebbe bastato lavorare più di sintesi, di semplicità. Senza cercare quel colpo a effetto che puoi ottenere solo quando hai capito che cuore e cervello non sono elementi in lotta fra loro, ma parti dello stesso organismo. Disco carino e ben fatto, quindi, ma i June Miller possono – devono – fare molto di più. E, ne siamo certi, lo faranno.

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