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album Just Wine About It - Dario Pinelli

recensione Dario Pinelli Just Wine About It

2009 - Jazz

RECENSIONE
24/06/2009

È difficile giudicare un disco di sole cover. Dieci brani e neanche l'ombra di una canzone originale. Ha senso parlare di gypsy jazz se la creatività e l'originalità risultano non pervenute? In ogni caso... già dalla scelta di questi dieci classici della musica internazionale, si nota che gusto e raffinatezza ci sono. Però ci si può solo limitare a dire che il trio è fatto da interpreti. E l'estro zingaro dov'è? A parte qualche assolo improvvisato, si rimane molto legati agli schemi e questo non rispetta la vera essenza del genere. Se dei Manomanouche, Dario Pinelli e il suo Italian Gypsy Jazz Trio, ricorda la grande esperienza e lo swing, è pur sempre vero che il virtuosismo non è il punto forte di questo cd. Ma brani come "Tico Tico no Fubà" denotano una grande tecnica, in più tutto è registrato dal vivo, dimostrazione di avere tra le mani un disco suonato da grandi musicisti. Certo non dei grandi autori, sicuramente degli ottimi esecutori.

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Commenti (1)
  • italiangypsyjazztrio 24/06/2009 ore 14:35

    Ciao Ilaria,
    Ti ringraziamo per aver voluto spendere due parole sul nostro lavoro.
    Dopo aver letto le tue critiche ed accettato, di buon grado, i tuoi consigli, ci preme fare qualche dovuta precisazione a quanto espresso nella recensione:
    Innanzitutto sarebbe opportuno introdurre un altro termine, molto descrittivo nel jazz e nella musica in generale: “interprete” e non “esecutore”.
    Entrando nello specifico, “esecutore” è colui che riproduce qualcosa in maniera assolutamente fedele all’originale (un computer, ad. es.), “interprete” è chi riveste il brano della propria personalità e del proprio estro creando un concetto con le stesse parole ma con significato diverso.
    E’ davvero un peccato che in dieci righe si possano strutturare concetti così depistanti per una corretta interpretazione della musica.
    La musica classica e, ancor meglio, il Jazz sono , per antonomasia, i generi in cui l’interpretazione la fa da padrone trasformandosi in creazione; non si può far capire alla gente che chi interpreta Bach, Mozart, Mandelssohn, o ancora Charlie Parker, Duke Ellington, sia un mero esecutore e, pertanto, non degno di giudizio: potremmo lasciar intendere, in questa maniera, a qualcuno che Arisa è migliore di Ella Fitzgerald solo perché scrive le sue canzoni!

    Per quel che riguarda, poi, la presunta mancanza di virtuosismo, credo sia un giudizio strettamente personale ed in netto contrasto con il 99,9% della critica mondiale riguardante questo album; ma , ammiriamo molto anche le minoranze che esprimono i propri concetti a prescindere da quello che generalmente si dice in giro.
    Premesso che nel prossimo album ci impegneremo al fine di non deludere le aspettative di un pubblico ancora più ampio, chiediamo solo in cambio un ascolto un po’ più attento dei lavori.

    Cordialmente,

    L'Italian Gypsy Jazz Trio

    > rispondi a @italiangypsyjazztrio
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