Krisalide Consciously 2001 - Rock, Funk

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Quello che conta per i Krisalide è il messaggio, è testimoniare la fede che li accomuna, e il rock è quindi solo un veicolo necessario per far giungere ai giovani il loro messaggio di vita e di positività.

Tornando al lato prettamente musicale: la registrazione è buona, quello dei Krisalide è un rock di primo impatto non molto personale, direi “datato” quasi: un cantato che d’acchito appare un po’ Pelù-meno-enfatico-e-più-rauco, ma che poi rivela la sua personalità, con le sue belle svisate di chitarra: in tal senso, davvero una bella botta l’apertura con “Non smetterò mai”; purtroppo spesso le canzoni sono farcite -indebolite, in termini di “tiro”- da costanti inserti di tastiere e fiati, come accade in “Tutto è compiuto” (me la permettete una piccola cattiveria? Ok: se la memoria non m’inganna, nel gruppo parrocchiale bisognava per forza far suonare tutti, quindi, passino anche i fiati…). D’altro canto, sarebbe ingiusto aspettarsi dei brani eccessivamente noise o addirittura crossover, soprattutto considerando che il deus ex machina Davide Caprelli è un tastierista (e non mi dite che anche Trent Reznor lo è, che sarebbe fuori luogo). Carina la ballad “Falsa realtà”, in generale comunque, l’intero cd, dal titolo “Consciously” (perché in inglese?) rimane sulle coordinate di un rock ben codificato tipo …un Gen Rosso più heavy. Un nome citato non a caso, e quindi ottima perizia tecnica, voce intonata ed assoli ben studiati, ma tutto in certo qual modo “misurato”, complice una scrittura non certo rivoluzionaria, i brani scorrono, non inascoltabili, ma nemmeno sbalorditivi.

Certo, va dato atto a “Consciously” che il gradimento verso i suoi sette brani va di ascolto in ascolto nettamente crescendo, soprattutto rispetto alle melodie vocali, cui pare posta notevole attenzione nella costruzione dei brani.

Che stia nascendo anche in Italia quel sottovalutato fenomeno che negli States chiamano “Christian rock”, con proprie etichette e persino gruppi campioni di vendite??

Ci sono stati tempi in cui qualche bigotto prevosto si ascoltava alla rovescia alla ricerca di demoniaci messaggi subliminali i nastri degli Zeppelin e di tantissimi gruppi di area gothic e metal, altri in cui il (buon) rock era necessariamente sinonimo di protesta e ribellione… poi lo stesso Pontefice ha pubblicato un cd, Bob Dylan in Vaticano, abbiamo visto frati rapper… e qualcuno avrà capito che tutto sommato la fede cattolica poteva ben accostarsi a distorsioni e ritmiche più o meno serrate, che questo linguaggio -il rock- è ormai universale e giunge alle orecchie e ai cuori dei giovani molto più di altri mezzi di comunicazione.

Non possiamo quindi che vedere di buon occhio operazioni come la presente, al di là di tutti i suoi limiti e difetti; sta alla sensibilità e volontà di ognuno fare proprio il messaggio forte ed impegnato di questo lavoro: a noi, spetta (con piacere) di rendervene conto cercando di esser più possibile obiettivi e rispettosi di fedi e idee.

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La recensione Consciously di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-01-09 00:00:00

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