18/05/2009

Ce l'hanno fatta, finalmente. Ci giravano attorno da troppo tempo, inanellando incredibili colpi a effetto conclusi con lisci a porta vuota. Stavolta però i Masoko fanno un bel respiro, alzano la testa e mettono ordine. Niente pose, ma concretezza. Non è più un fatto di cravatte strette, frangette luccicose e openbar modaioli. Si tratta di osservare mondi e comportamenti, per burlarsene e scrivere belle canzoni. E così arriva un disco pensato, arrangiato e prodotto in modo magnifico. Merito anche di Giorgio Canali, certo, ma soprattutto di una nuova consapevolezza. Tutto il mondo Masoko ha preso improvvisamente coscienza, inventando un piccolo gioiello di pop alternativo: frizzante, gustoso, ironico, trasversale. Addolcita la new wave joydivisionista, la melodia prende a brillare e la schizofrenia diventa progetto, non solo vanità. Le chitarre confermano le intuizioni geniali, tra cupe sferzate a cento all'ora e giochetti zuccherosi. La sessione ritmica si illumina e prende per mano le canzoni, senza fare versacci da sala prove. E Davide De Leonardis non è più solo una versione romana di Camerini che canta nei Gang of Four, ma una delle Voci più riconoscibili, curiose e carismatiche in circolazione nel mondo indipendente. Così arrivano potenziali hit radiofoniche, pronte per l'estate. Perchè nel disco, seppur di traverso, si canta e controcanta in allegria. Ascoltate "Fitness" o "Non devi aver paura" se volete la testa gonfia di ritornelli. Curiosate tra i tormenti di una ragazza da concerto in "Postgroupie". Godetevi il romanticismo agrodolce di "Troppi trucchi" o fatevi trasportare in un pogo surreale con lo schizzato post-punk di "Sei un Maiale". E visto che non potevano mancare gli ospiti, la chiusura è affidata ad un tripudio di falsetti con gli Amari. "Masokismo" è un caleidoscopio di storielle pop, colorate da un arcobaleno che parte dalla new-wave, curva sul punk e arriva al brit-rock. Un disco riuscito, maturo nella sua giocosità, deliziosamente stupido e sgangherato. Frivolo nel proporsi, ma consapevole ed intelligente nell'imporsi. Compimento di tanti anni di grandi idee troppo spesso soffocate da un'attitudine alla volemose bene. Non ancora un capolavoro, ma un disco davvero bello, da sorseggiare in allegria. Stavolta non ci sono dubbi: i Masoko ce l'hanno fatta, finalmente.

Commenti (23)

Carica commenti più vecchi
  • czeschko 19/05/2009 ore 11:02 @czeschko

    Non ho ascoltato i dischi precedenti; ma se questo è il disco con cui "ce l'hanno" fatta, non oso davvero ascoltare gli altri.

    Dai, su, non scherziamo. Un gruppo che addolcisce "la new wave joydivisionista" e abbandona Alberto Camerini al massimo per spostarsi vero i VELVET è un gruppo che ce l'ha fatta?!

    Mi delude Rockit. E anche un pò Giorgio Canali

  • SospesoA 20/05/2009 ore 04:33 @sospesoa

    Grossi!!

  • Faustiko Murizzi 21/05/2009 ore 12:49 @faustiko

    Suona meglio la recensione che il cd... :[


    (Messaggio editato da faustiko il 21/05/2009 12:50:09)

  • Roke V 06/02/2010 ore 23:44 @0roke0

    "Non ci si trucca così pesante se non si ha niente da nascondere" [:

  • Valves 10/11/2010 ore 23:34 @valves

    bella melodia in troppi trucchi

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati