15/07/2009

Non mi meraviglierò mai abbastanza degli incantesimi della musica. Davvero, mai abbastanza! Cantautorato italiano: un terzo folk, uno rock acustico, l'altro blues con frequenti accenni alla canzone popolare italiana ed europea. Se dessi retta alla mia bigotta ed ostinata ignoranza convinta che, dopo i De Andrè, i Banduardi ed i Fossati, poco o nulla ci sia rimasto da spartire del bottino che la nostra tradizione ci ha lasciato in eredità, di certo eviterei questo disco. Per fortuna, questa volta, ad aiutarmi c'è "In Centro al Labirinto", un disco prezioso che possiede (già nel titolo direi) una sorta di paesaggio universale fatto di immagini, suoni e meraviglie varie. Ad imbastire tale caleidoscopio di percezioni è il trevigiano Giorgio Barbarotta che, grazie anche al pregevole supporto dei suoi musicisti, riesce a decifrarne i contenuti descrivendone la circumnavigazione attraverso luoghi fisici e temporali del globo oltre che metafisici ed imperscrutabili dell'anima.

Un disco che riesce ad invitare i Buena Vista Social Club al pranzo nuziale dei DeVotchka sublimando un'idea di raffinatezza che merita il suo bel dieci e lode. Finezze stilistiche. Meraviglie di tecnica. Suoni ammalianti ed onomatopeici capaci di rendere in carne ed ossa i racconti del nostro songwriter ("Bal Ashram", "Gente di Almeria", "Balcanica" ed "Eldorado") e di bramare ardentemente una DeLorean che ti possa far muovere su e giù nel tempo dei tuoi ricordi ("Fuoco di bivacco", "Inno alla vita", "In rotta"). Si spera che un giorno Barbarotta possa ritagliarsi un piccolo spazio tra i grandi della nostra Canzone …due baci al vento e buona fortuna.

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La recensione Giorgio Barbarotta - Recensione - In centro al labirinto di Francesco Cipriano è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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