Lascìvia 400km in 2mm 2000 - Rock, Indie

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16/01/2001 Lascìvia 1

Quando chiesero a Woody Allen se il sesso fosse una cosa sporca egli rispose: "Solo se fatto bene". La stessa identica cosa si può dire della musica rock e forse i Lascivia non sono abbastanza sporchi per potersi confrontare da pari con gruppi del calibro di Jesus Lizard e Shellac che, se indubbiamente li hanno ispirati agli inizi della loro avventura, adesso appaiono molto lontani. Colpa di una produzione troppo raffinata? Può darsi, ma anche del fatto che certi mostri sacri sono irraggiungibili per la gran parte dei comuni mortali. In ogni caso i Lascivia riescono a inserirsi molto bene nel solco tracciato da altre band di indubbio spessore. La gran parte degli episodi di questo cd riporta alla mente i suoni e i riff cari ai Motorpsycho ("Mother", "Mary Jane"), le linee vocali ricalcano melodie tipiche dei Pavement ("Cosa"), la ritmica sa essere energica e coinvolgente come nel migliore crossover ("Fammi un po' vedere"), mentre i Marlene Kuntz fanno capolino un po' lungo tutto il cd ("Maschere", "Domino"). Una volta tanto il cantato in italiano non stona e, anzi, i pezzi in italiano sono decisamente migliori di quelli in inglese. Un buon segno che auspica un futuro radioso nel panorama musicale nostrano. E a questo punto la produzione troppo laccata potrebbe essere un problema solo mio.

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La recensione 400km in 2mm di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-01-16 00:00:00

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