Minnie's L'esercizio delle distanze 2009 - Rock, Punk, Alternativo

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Mentre le parole scorrono e raccontano drammi e incertezze, paure e sofferenze, le chitarre si fanno sentire rumorose, spigoloso, aspre come ci si potrebbe aspettare da questa punk-rock band. Ma anche piacevolmente soffici e delicate nei momenti giusti.Un disco da gridare a squarciagola in faccia al

Chi non si è mai messo a fantasticare su tutto quello che sarebbe potuto succedere se avesse deciso di imboccare un sentiero diverso rispetto a quello su cui sta camminando stancamente ormai da anni? Chi non ha mai ipotizzato che la persona con cui ha distrattamente incrociato lo sguardo ad una festa stesse pensando esattamente alla stessa cosa che lui aveva in mente in quel preciso momento? Quante volte la serata sarebbe potuta finire diversamente, e invece ci siamo ritrovati addormentati su dei rimpianti troppo tristi per farci capire che forse seguire l'istinto ci avrebbe donato una carezza di libertà?

Il tempo che abbiamo a disposizione è quello che decidiamo di vivere, e come viverlo è una scelta personale da non delegare ad altri, qualcosa che non possiamo permetterci di dimenticare. Ritroviamo i Minnie's a riflettere con grande consapevolezza su come il distacco tra noi e quello che potrebbe essere migliore (o peggiore) costituisca un esercizio che scolpisce la nostra vita giorno per giorno, attimo per attimo, ricordo su ricordo, rimpianto su rimpianto. E mentre le parole scorrono e raccontano drammi e incertezze, paure e sofferenze, le chitarre si fanno sentire rumorose e nette, a tratti spigolose e aspre come ci si potrebbe aspettare da questa punk-rock band, ma anche piacevolmente soffici e delicate nei momenti giusti. Ritmi serrati e potenti, aperture melodiche accompagnano momenti più distesi ma non accomodanti, che rompono i cliché del genere e mettono in risalto le liriche costringendo ad ascoltare le parole, dando un tono preciso a questa narrazione introspettiva. Le distanze possono essere riferite al tempo che è passato e che non tornerà più, come alla lontananza che ci nega un posto in cui speriamo da anni di andare a vivere, un pensiero lontano che vorremmo fosse una realtà più vicina. Non ci è dato sapere quando riusciremo a colmare questa mancanza che ci imprigiona in una vita che potrebbe essere a volte più bella, l'importante è non abbandonarsi al senso di vuoto e cercare di restare in piedi.

Un album esistenziale, scritto con particolare cura e grande attenzione nell'uso delle parole, che ha il pregio di non fare cadere il discorso in sproloqui intellettuali. Indubbiamente il loro lavoro più maturo e pensato, oltre che sincero, come sempre. Un disco da gridare a squarciagola in faccia al mondo, ma anche dentro sé stessi. Riflessioni introverse accompagnate da un muro di chitarre distorte che non lascia respiro e scandisce il ritmo di un viaggio verso non si sa dove, rimandato da troppo tempo. I Get Up Kids che incontrano i Tre Allegri Ragazzi Morti e si mettono a parlare di "London Calling" dei Clash (vedi la conclusiva "Dentro o fuori", rifacimento in italiano di "Death or Glory"). L'approccio punk degli esordi rimane nell'attitudine, il suono è addolcito e rifinito elegantemente, come mai era stato in passato, ma la forza dirompente che contraddistingue la band è ancora potente e immediata come un concerto hardcore. Un disco perfetto, qualcosa che entra dentro e cambia per sempre.

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La recensione L'esercizio delle distanze di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2009-03-21 00:00:00

COMMENTI (7)

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  • daisy 13 anni Rispondi

    Ho letto solo ora questa recensione.
    é stato colto perfettamente il senso del disco.

  • macato 13 anni Rispondi

    veramente valido:=

  • vstarlight 13 anni Rispondi

    Bellissimo disco!
    Mi piace.

  • sirvs 13 anni Rispondi

    mi piacete assai!:)

  • strange 13 anni Rispondi

    bel lavoro!

  • rzauri 13 anni Rispondi

    ancora otto giorni!!! :?

  • rzauri 13 anni Rispondi

    ancora otto giorni!!! :?

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