06/07/2009

A volerlo descrivere con una boutade: Canali sono le bestemmie dette come parole d'amore e viceversa. Le sue non sono mai semplici canzoni, sono preghiere battagliere & poesie dinamitarde, sempre intrise di realistico disincanto ("sulla sponda del fiume prego il vostro dio, che il prossimo cadavere che passa non sia il mio"). Canali è il nichilismo vitale, il pessimismo ribelle. Uno spot vivente all'anarchismo creativo (e attivo, basti pensare al suo infaticabile essere produttore artistico della peggio-meglio gioventù in musica nostrana). Una versione consapevole del Giancarlo Giannini di "Film d'amore e d'anarchia" della Wertmuller: quella stessa identica insensata provinciale purezza, quella missione da portare a termine che ti incendia lo sguardo (e questo "Nostra signora della dinamite"-perchèno- potrebbe esserne la colonna sonora alternativa per un finale diverso). Già. Tanto burbero e spigoloso quanto poetico ed empatico, Canali è il nostro Gainsbourg senza le menate intellettuali e le pose da divo: le stesse sigarette senza filtro e lo stesso indistinguibile approcciarsi alla vita come all'arte. Radicale, intransigente, chirurgico quando seziona l'animo e i sentimenti, ma senza distacco anzi sporcandosi le mani, mettendosi in mezzo in prima persona. Con la foga e l'irruenza di un ventenne, con (ormai) l'esperienza di un cinquantenne: "ridono, ma cosa ci sarà mai da ridere? è un'assenza di pensiero che non puoi condividere!". E 'sticazzi. Una scrittura che è lucidità e "forza" insieme, che ribalta tutti i luoghi comuni. Che, come ha già scritto Carlo, "strozza l'Italia delle canzonette rispettandone la storia, si inventa una nuova melodia, le nuvole diventano 'senza Messico'; al posto di ululare alla luna come tutti i comuni mortali, è la luna che a volte ulula a lui". Essenziale, esiziale, senza nessun orpello o stronzata di troppo. Mai. "Qualcuno abbatta questi angeli, hanno rotto i coglioni". Che ti viene da pensare che Canali è uno di quelli che ha capito, di quelli che sanno tutto e che sanno come dirlo. Che vorresti essere una ragazza solo per gridare al cielo blu quel capolavoro che è 'Tutti gli uomini' ("e balli da sola, con 1000 occhi su di te, lasci senza parola ogni idiota che ti vede sorridere, ma quando scende la sera lo sai che quel sorriso non dura. Così resti da sola. Lo sai che prima o poi ci cascherai ancora. Come un'idiota ti innamorerai di un altro idiota ancora..."). E ti vengono i brividi solo a trascriverne il testo. E così è per parecchi altri pezzi di questa 5° uscita discografica ufficiale, fuori ancora per La Tempesta. Qualcosa come "proteggi i nostri impeti nostra signora della dinamite, mentre il mondo vive il suo miraggio di essere reale", per mettere le cose in chiaro. Se il precedente 'Tutti contro tutti' (2007) non aveva per niente convinto, questa nuova fatica spazza via ogni dubbio su un possibile rammollimento o -peggio- perdita d'ispirazione di monsieur LAZLOTòZ. "Nel lento e inesorabile precipitare degli eventi. Quale magia fà sì che ancora si canti?". Già. Una Magia (e una 'Lezione di poesia'). Come dire che mentre un mondo intero se ne va a puttane, Canali ci fa sapere che lui se ne sbatte i coglioni e resiste, accompagnato dalla fidata brigata Rossofuoco che ormai ha trovato la propria alchimia ed equilibrio perfetto nella batteria carrarmato di Luca Martelli, nel basso suadente sfuggente e francese di Claude Saut, nella chitarra testarossa di Marco Greco. E via andare. Le prime 4 tracce del disco sono da infarto. Perfette. Se il disco si chiudesse così sarebbe disco dell'anno a occhi chiusi, un Primascelta di quelli granitici e pesantissimi, invece poi Canali ci aggiunge pezzi marginali (lo fa sempre), poco rifiniti, poco diretti, palesemente poco riusciti (sarebbe interessante chiedergli perchè. appuntiamocelo per l'intervista), con qualche strofa geniale che però non basta a reggere il livello. Fino alla conclusiva e ariosa 'Mme e Mr Curie' che è un soffio di poesia che ti lascia lì così, esanime, a far ripartire il disco dall'inizio e ripensare che è così, che non ci sono cazzi, che parole più belle e esatte per dirlo non ci sono, che "se riesco a tenere i pensieri lontano da tutte le altre cose che mi fanno male, non riesco a tenerli lontano da te". Va bene così. D'altronde è evidente che "Nemmeno qui riesco a non pensare a te" e in più ho scritto fin troppo su un disco (e un artista) che è refrattario a qualsiasi chiacchiera inutile, che è pura sostanza.

C'est tout.

Adesso un altro Pastis, per favore.

Tracklist

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Commenti (33)

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  • lelaina 22/07/2009 ore 20:57 @lelaina

    questo disco è semplicemente meraviglioso..non riesco a smettere di ascoltarlo ....e poi ballo da sola con mille occhi su di me!!!

  • Giulio Pons 06/08/2009 ore 14:18 @pons

    discone. stupendo davvero.

  • makxnoise 24/12/2009 ore 01:00 @makxnoise

    immenso giorgio, i suoi pezzi sono sempre un pugno allo stomaco, nessuno in italia riesce a farmi lo stesso effetto.


    (Messaggio editato da makxnoise il 24/12/2009 01:01:25)

  • francesca kokoro 27/12/2009 ore 17:55 @kokoro

    e dovreste sentire dal vivo...[:

  • iggy 27/12/2009 ore 19:06 @iggy

    diciamo che al miami, nonostante il tempo contingentato, ci han dato dentro!
    [:
    [:

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