14/10/2009

Ghemon è, come si suol dire, l'uomo giusto nel posto giusto. Peccato però che il momento sia quello sbagliato. Se "E Poi, all'Improvviso, Impazzire" fosse uscito sul finire degli anni Novanta, oggi sarebbe un classico. Ma purtroppo viene pubblicato in questo 2009 pieno di waaaahoooommm, zauuuummmm e tutta quella variegata gamma di scorregge (fottutamente stilose ed efficaci, certo, ma pur sempre scorregge) che hanno letteralmente travolto il panorama musicale. È un album pressoché perfetto: produzioni ricercate e pulite, metriche ben costruite e testi che racchiudono l'essenza di una generazione. È semplicemente Ghemon e regala un insieme di pezzi che che scorrono via piacevolmente e raccontano la storia di un 30enne pieno di sogni nel cassetto che si trova a fare i conti con la realtà di tutti i giorni. "E Poi, all'Improvviso, Impazzire" è ironico e disilluso ma allo stesso tempo ambizioso. È un disco vero, e molti di quelli cresciuti con il rap anni Novanta sparato nelle cuffie verranno travolti, ascoltandolo, da un turbine di sensazioni: gioia, nostalgia, rabbia, preoccupazione. Ghemon è tutto questo e attraverso la musica condivide una parte della sua vita con gli ascoltatori e lancia un invito a prendere parte a un viaggio: si comincia dai preparativi, e con "Prima di Partire" il rapper mette le mani avanti descrivendo con lucidità lo stato attuale della scena italiana in cui, suo malgrado, si trova a camminare. Ma la strada da percorrere è tanta e lungo il percorso, all'mc avellinese, si aggregano Martina May ("In Due" e "Ci Sarò), Al Castellana ("Goccia a Goccia"), Hyst ("Meglio Tenersi i Dubbi" e "Sogni") e i compagni di sempre Kiave, Franco Negrè e Macro Marco (quest'ultimo anche produttore esecutivo dell'album), con i quali Ghemon condivide il microfono in "Non Perdo Più Tempo", degno finale di un lavoro schematico e ragionato in cui si parla di amore, sogni e delusioni. Si, avete capito bene: amore, sogni e delusioni. Perchè il rap non è (o forse non era) una gara a chi si scopa più groupie, ha più tatuaggi o pippa di più. E se incontrando Ghemon vi venisse da buttargli lì una frase tipo: "Ma falla una canzone sulle droghe o su qualcuno che muore, tu non sei mica un cantautore e se badi alle parole R.A.P. sta per Recluso Anni in Prigione", lasciate perdere. Ascoltatevi "Si Chiude il Sipario" e troverete la sua risposta: "Se tu avessi ragione io non suonerei nuovo. Al rap serve un uomo, cosa che io sono".

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