I LEF nascono nel 1992 e arrivano ad oggi, con il loro secondo album, accompagnati da un bagaglio musicale non trascurabile.

I pezzi, con alle spalle un lavoro ponderato, descrivono stati d'animo ben precisi. Dietro la pubblicazione del disco, si capisce esserci la voglia di una svolta, senza voler però rinunciare al precedente percorso. Bandiera di questa idea è senz'altro "Sul fondo", traccia orecchiabile e radiofonica, grazie anche ai cori che rendono il sound più appetibile.

"Mostri" è un titolo che racchiude evidentemente il concetto generale dell'album: i fantasmi che ognuno di noi ha celati dentro di sé alle volte sfuggono al nostro controllo e noi possiamo solo sperare che non ci procurino troppo dolore.

"Camera oscura" è una delle tracce meglio riuscite, il montare delle atmosfere scure risultano quasi opprimenti, dando una sensazione di soffocamento palpabile. I testi dell'intero disco hanno una vaga propensione verso frasi enigmatiche o presunte tali, ma in alcuni passaggi le parole non scivolano adeguatamente sulle melodie che prendono il sopravvento.

Se pur bravi, i LEF, non trovano ancora il giusto incastro nel grande contenitore del rock italiano, non riuscendo a differenziarsi di molto dalle altre band che fanno dei toni cupi e delle armonie distorte la base del loro stile. Aspetto fiduciosa il prossimo disco.

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La recensione Lef - Recensione - Mostri di Valentina Tonini del Furia è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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