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album Stylegirl - styl2fire

styl2fire

Stylegirl

2001 - Rock'n'roll, Funk, Blues

RECENSIONE
25/01/2001

Sono convinto che utilizzando gli One Dimensional Man come metro di paragone faro' felici i musicisti in questione, lasciando pero' all'oscuro tutta quella parte di ascoltatori che magari non li conoscono... vi avverto pero' che non sara' facile comunicarvi il contenuto di questo Stylegirl, senza avere a mente il blues malato degli ODM....

Diciamo intanto che questo dinamico duo si affaccia alla ribalta della scena di Cuneo, tentando di dar vita a una forma sonora alquanto rischiosa e coraggiosa.

Gli Styl2fire abbandonano completamente la sensibilita' e il calore propri della canzone d'autore, trascinandosi su oblique costruzioni pentatoniche e torsioni di classic rock che avvolgono la melodia in urticanti strutture rumorose.

I toni aspri di John Spencer aleggiano sullo scorrere delle note, intrecciate intorno a scarne aperture chitarristiche che pescano a piene mani dal rock'n'roll, storpiandone pero' la fruibilita' attraverso spunti isterici.

Molti penseranno a una musica folle ed estrosa, ma in vero e' difficile perdere l'orientamento perche gli Styl2fire sanno esattamente cosa fare senza concedere molto alla fantasia dell'ascoltatore, guidandolo con impeto e decisione nell'estendersi delle loro composizioni.

La voce usa fondamentalmente l'inglese, intervallando di tanto in tanto l'italiano, ma in realta' la parte lirica risulta piu' che altro un rumore di fondo... un elemento di disturbo per impedire al blues di dilagare incontrollato.

Dieci brani autoprodotti con classe, attraverso un sapiente uso della semplicita' come mezzo di espressione di visioni contorte e stridenti.

A parte alcune piccole e comprensibili incertezze, il lavoro appare forse velatamente pretenzioso in alcuni atteggiamenti, ma dimostra un passo indiscutibilmente incalzante e nervoso, tipico di chi non si accontenta della superficie.

Non sono ancora pronti per la consacrazione e ci sono ancora molti pezzi mancanti nel puzzle ma e' innegabile che questo demo si rivela un ascolto piacevolmente fastidioso, tale da convincermi a tenerlo da parte per eventualmente provare a riascoltarlo quando mi saro' stufato degli ODM (cioe' mai...).

Tracklist

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