Yakudoshi Amygdala 2001 - Rock, Noise, Indie

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Distorsione lunga e dilata, batteria, chitarra che gira su stessa in simil loop, poi sali e scendi: lezioncina sonica appresa e riproposta con leziosa padronanza di linguaggio. In pratica, Sonic Youth, sonic youth, sonicyouth……rivisitati e omaggiati frapponendo al tappeto noise-wave le tiritere post-rock di derivazione Chicago. 4 canzoni soltanto. In totale 26’ molto suonati, per dirci che le parole non è necessario usarle poi tutte, ma ne bastano anche poche per allietare (eventualmente) i cuori di chi ascolta. “so che non sei più, ciò che non sei stata mai”. Niente di nuovo sotto il sole, o tra la nebbia, visto che gli Yakudoshi da quanto ho capito vengono suppergiù dall’hinterland milanese, magari là sul confine dove dalle finestre dei casermoni di cemento intravedi i primi campi incolti a sterpaglia e rifiuti. Ripeto, come fanno loro d’altronde per tutta la durata del cd-r: sonici senza particolari guizzi. Cosa che forse senza un angelo in paradiso alla fine trasforma post-rock e (pseudo)noise in noia. Solo che gli Yakudoshi il loro angelo ce l’hanno. E ha occhi belli in cui perdersi e bocca dolce da baciare.

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La recensione Amygdala di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-01-31 00:00:00

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