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RECENSIONE
05/02/2001

Vengono da Milano, sono prodotti e distribuiti dall'etichetta tedesca CenturyMedia, e sono tra i pochi gruppi italiani esportati all'estero: bhè, certo, in un mercato di nicchia, ma non è una piccola nicchia e, d'altraparte, mica fanno musica pop.

Pur non essendo esperto e conoscendo solo marginalmente i lavori dei Lacuna Coil, basta un ascolto per affermare con certezza che Unleashed memories è un ottimo lavoro: melodia e hard rock si mescolano con cupe atmosfere gotiche... atmosfere quasi ambient, sempre smorzate dalla voce melodica di Cristina Scabbia, che riesce a far filtrare la luce nel sottobosco di chitarre. Ma sono proprio le chitarre con la loro compattezza a caratterizzare ulteriormente il suono dei Lacuna Coil. Grazie ad esse, infatti, la voce di Cristina è custodita e protetta da un muro che solo qualche volta si apre e lascia spazio ad arpeggi o virtuosismi prog.

Insieme alla già citata voce femminile, c'è spesso quella maschile di Andrea Ferro, che talvolta tende a somigliare a quella del vocalist dei Metallica, ma che più spesso aggiunge un grado di libertà alle possibilità compositive, sia sovrapponendosi che alternandosi alla voce di Cristina.

Tra i brani che preferisco, vi segnalo l'iniziale "Heir of a dying day", che cala subito l'ascoltatore in un'atmosfera a tratti eterea e dilatata, e a tratti più energica, ma anche "When a dead man walks", a metà tra pathos e potenza e, per ultima, anche la mediterranea "Senzafine", che merita una menzione particolare perchè il testo in italiano garantisce un sapore "esotico", soprattuto all'estero... anche perchè l'ascoltatore tipo di questa musica abita le fredde terre de nord europa.

Tracklist

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