Alberto Fortis Angeldom 2001 - Cantautoriale

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Dopo ben 7 anni di silenzio ritorna Alberto Fortis, cantautore piemontese, con 13 nuove canzoni. Fortis è stato, a mio parere, uno dei migliori musicisti italiani negli anni '80: indimenticabili "La sedia di lillà", "Settembre", "Milano e Vincenzo", tanto per citarne alcune. E' stato accompagnato nel suo viaggio musicale da personaggi del calibro di Guido Elmi, i PFM, Alex Acuna o Bill Conti, senza dimenticare la collaborazione con la London Philarmonic Orchestra. Grandi nomi, quindi, ma anche grandi canzoni. E personalmente la sua latitanza negli ultimi anni (dal 90 a oggi solo 3 album, Angeldom compreso) mi ha un po' stupito: merita senz'altro ben altra attenzione.

E con quella attenzione quindi che mi sono avvicinato a questo disco: ho ritrovato a tratti l'Alberto Fortis dei vecchi tempi, che prosegue per la sua strada, con la sua musica genuina e la sua voce tagliente. Le canzoni si susseguono generando nuove immagini, a volte confuse, a volte più delineate, alcune veramente pregevoli.

Il rock che ci propone riesce ad affascinare e non stanca grazie ad una certa varietà di situazioni e sonorità, senza però raggiungere vette altissime. I musicisti che lo accompagnano (e parliamo di Alex Acuna, Vinnie Colajuta, Francis Buckley, mica bau bau micio micio) non si sono certo risparmiati: la qualità c'è e si sente.

I testi sono certamente di prim'ordine: mai piegati ai cliché, mai scontati. A volte, almeno per me, risultano in alcuni passaggi un po' "grezzi", a volte invece rasentano la poesia. Insomma ci sono sì canzoni che ti entrano subito in testa, che riesci immediatamente a canticchiare, ma ci sono anche momenti di riflessione, momenti in cui ti metti a pensare a te, a lei, a tutto quello che ti rimane, a quello che hai perso e a quello che vorresti. Ed è proprio in quei momenti che un musicista come Fortis si fa apprezzare maggiormente.

"Angeldom" non è un disco adatto a chi vuole pogare, non ci sono canzoni "estive", e chi non si trova in sintonia con la voce tagliente e affilata come quella di Alberto Fortis non potrà assaporarne tutti i sapori: è un disco fatto da un cantautore vero, da uno di quei cantautori della GRANDE scuola italiana, da uno di quei cantautori che oramai, purtroppo, non si vedono quasi più.

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La recensione Angeldom di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-02-09 00:00:00

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