10/02/2001

I Gea nascono dalle ceneri dei Bug, quintetto formatosi nel 1992 e proveniente dalle lande bergamasche. Solo nel 1995 arrivano al primo lavoro sulla lunga distanza intitolato “Vibe”, e quattro anni più tardi si sciolgono fino ad evolversi nel gruppo di cui l’album “Ruggine” è la testimonianza sonora. Per la precisione la formazione adesso conta solo 3 elementi: Steo (voce e chitarra), Benny (batteria, cori) e Nicola (basso, cori), i quali danno vita ad un power-trio che, diciamolo subito, piace molto al sottoscritto. Il sound, infatti, rispecchia la definizione, tanto che se al tempo dei Bug i nostri “erano innamorati dell’hard-punk americano” ora armeggiano decisamente con suoni di chiara matrice indie.

In “Ruggine”, quindi, non avrete difficoltà a trovare cenni degli ultimi Motorpsycho, sprazzi di Afghan Whigs o ‘cocci’ di Dinosaur Jr. Il tutto sapientemente condito dalla voce di Steo, bravo a personalizzare la proposta che, comunque, non soffre di particolari dipendenze dalle muse ispirative. Tutto il disco, nel complesso, si caratterizza per il sound spesso monolitico, pur se non mancano atmosfere in odor di ballata. Tuttavia l’apertura di “Ancora in viaggio” è decisamente il punto ideale di sintesi tra melodie pulite (pop?) e chitarre ‘roboanti’.

Curioso notare nei credits del disco la presenza di Enrico Ruggeri, musicista che i ragazzi accreditano nel ruolo di consulente ‘artistico-desmantico’, e che sembra aver lavorato al meglio sul prodotto per la riuscita finale. In definitiva un disco consigliatissimo a chi ama il rock e non ha pregiudizi di sorta sul cantato in italiano, anche perché stavolta avrebbe modo di ricredersi.

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