Sux! Di fronte al civico 13 2000 - Rock, Noise, Grunge

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Ci sono gruppi e/o artisti, in Italia, che pur realizzando musica (rock) dalla qualità sopraffina, non riescono a ricevere consensi commerciali proporzionali alle ottime critiche della stampa specializzata che, puntualmente, segnala, lodandole, le loro uscite discografiche. Di questa schiera fanno indubbiamente parte i lombardi Sux! - mi vengono in mente pure i nomi di Marco Parente e Cesare Basile ad esempio… -, quartetto guidato dal nomade Giorgio Ciccarelli, già turnista di gruppi come Afterhours, Six Minute War Madness e Volwo, giunto da poco al secondo disco intitolato “Di fronte al civico 13” successore di quel “Contattocuorestomaco” edito ormai quattro anni orsono.

Ebbene, per chi avesse già conosciuto il quartetto all’epoca, le coordinate sonore stavolta rimangono sostanzialmente le stesse: chitarre in primo piano, effetti ‘sonici’, ritmiche rock (!) e, nel complesso, atmosfere che rimandano alla Seattle dei primi anni ’90. Il tutto, però, sapientemente riletto secondo la personale concezione della band, in grado così di confezionare un lavoro che merita, veramente, l’attenzione di tutti.

Ad avvalorare la mia tesi il fatto che quest’album, a differenza del precedente, ha bisogno di molti ascolti prima di poterlo ‘fare vostro’. È infatti ricco di arrangiamenti (non ci sono solo chitarre elettriche ma anche sei corde acustiche, mandolini, fender rhodes, microsynth…), asimmetrie sonore ed esperimenti vari (sulla voce e sugli strumenti). Il risultato è un “postpsichedelicpoprock” efficacissimo: dall’iniziale “Testa”, che rimanda ai Soundgarden, passando per la successiva “Nudo”, fino a “Nel centro del tempo”, “Salvato e baciato”, “Un’ombra nel cuore” e “Il capitano”, i quattro mettono a punta una ricetta che ha il pregio di essere comunque originale in un genere, quello rock, ormai ampiamente esplorato fuori e dentro i patri confini.

Ciò al punto da rendere molto difficile una sintesi ‘a parole’ del disco in questione, proprio perché ricco di sfumature dove nessuna sembra fuori posto. Persino le liriche, visionarie, non fanno a pugni con la musica, a dimostrazione che quando si ha talento tutto riesce sempre nel modo migliore. Come avrete intuito “Di fronte al civico 13” esprime al meglio questa mia personale convinzione; speriamo sia lo stesso anche per voi.

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La recensione Di fronte al civico 13 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-02-16 00:00:00

COMMENTI (1)

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  • linoterlati 10 anni Rispondi

    Dove posso trovare una bella immagine della copertina di Di fronte al civico 13? Domani vorrei dedicargli la mia pagina su FACEBBOK.
    Ciao Lino
    literla@tin.it