Paolo BuonvinoL' ultimo bacio2001 - Strumentale, Etnico

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Sulle pendici dell’Etna, a pochi chilomentri da Catania, si inerpica un paesino chiamato Scordia. Da lì viene Paolo Buovino, giovanissimo compositore che in pochissimi anni è riuscito ad attirare l’attenzione degli addetti ai lavori concentrandosi, in particolar modo, sul mondo delle colonne sonore. Del suo curriculum fanno parte le edizioni numero 8 e 9 dello sceneggiato tv “La Piovra”, “L’amante perduto” del regista Roberto Faenza, le musiche di “Ecco fatto” per la regia di Gabriele Muccino che lo ha voluto anche per il suo terzo film, “L’ultimo bacio”, titolo ispirato dal brano della “cantantessa” catanese Carmen Consoli, che racconta storie intrecciate di trentenni in crisi d’identità.

Per Paolo Buonvino, arrangiatore dell’ultimo album di Carmen Consoli, quella offertagli da Muccino è stata – forse inaspettatamente – l’occasione per un vero e proprio salto di qualità. A dire il vero, va sottolineato che il compositore siciliano si è anche guadagnato una nomination al David di Donatello, premio soffiatogli nientepopodimenoché da Ennio Morricone.

“Lavorare da casa, visto che non mi sono voluto mai spostare – dice Paolo Buonvino, rifugiato nello studio di registrazione di casa sua – mi ha chiuso alcune strade. Però ho sempre ritenuto che la giusta ispirazione dovesse venire dalle vicende della mia terra, dalle parole e dagli incoraggiamenti degli amici. E alla fine credo di avere dimostrato che avevo ragione, anche se mi pesa parecchio dover fare su e già da Roma per registrare e incontare i registi”.

Paolo Buonvino, insomma, rientra in quella schiera di artisti che hanno fatto guadagnare a Catania e al suo hinterland l’appellativo di Seattle d’Italia, anche se a nostro avviso il termine appare piuttosto riduttivo, visto che manifestazioni come “Sonica”, il successo di personaggi come Carmen Consoli, ed il continuo brulicare di gruppi più o meno famosi, più o meno apprezzati, in giro per le sempre più numerose cantine della città, è ormai un sigillo di garanzia.

Ma torniamo alla colonna sonora de “L’ultimo bacio” che, per dovere di cronaca, contiene brani di Blonde Redhead, Deus, Senzabenza, Montefiori Cocktail, mentre a Paolo Buonvino è stato affidato il commento originale. “Una musica che segue la strada del minimalismo e l’incedere delle storie su cui si sviluppano i dialoghi del film” dice l’autore. “Trent’anni tra un mese”, “Sogni di fuga”, “Jumping”, sono la riconoscibilissima impronta che Buonvino lascia sulla pellicola – clamoroso successo della stagione cinematografica – fondendo influenze etniche e echi zingareschi, ritratto dei trentenni d’oggi, sempre in cerca di sonorità dal sapore meticcio.

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La recensione L' ultimo bacio di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-02-18 00:00:00

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