06/07/2009

L'oceano delle onde che restano onde per sempre. Un album che racconta storie. Storie immense, tragiche, commoventi. Storie intense e impossibili da raccontare con le parole. Storie da immaginare fra le onde di questo oceano sonoro, in moto continuo.

Ascoltare il nuovo lavoro dei Neil on Impression è un lasciarsi andare. Un abbandono totale al flusso emozionale. Un lasciarsi trascinare e cullare piacevolmente, fino a giungere nella terra di "Irlanda", per poi essere risucchiati di nuovo dall'oceano e arrivare al "Faro e la balena" e immaginarsi dentro la bocca dell'enorme balena blu della copertina, come nella vecchia fiaba di Collodi.

Questa è una musica che dipinge paesaggi incantati ("Il giardino dei riflessi", "La città del possibile"), richiama immagini della fantasia ("La tempesta di aquiloni", "L'esercito di carta muove ad oriente"), scava negli angoli più intimi, parla dritto al cuore. È una musica difficile da abbandonare una volta ascoltata. A caratterizzarla è la grazia, l'epicità, la pienezza e la ricchezza di particolari: è musica sofisticata. È pura meraviglia.

Con "L'oceano delle onde che restano onde per sempre" i Neil on Impression dimostrano di essere cresciuti tanto rispetto al lavoro precedente. Il loro è un album post rock splendido, dove ogni singola parte si sposa alla perfezione con il resto, dove tutto è bilanciato e nulla appare fuori posto. Non c'è una nota di troppo. Non uno strumento meno determinante degli altri; assieme fanno meraviglie: piano, violino e violoncello, chitarre, fisarmonica, basso, batteria, sax, tromba e sintetizzatore. Ogni passaggio risulta naturale, ogni variazione si trova là dove deve essere. Questo è un album di musica vera. Finalmente.

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La recensione Neil on Impression - Recensione - L’oceano delle onde che restano onde per sempre di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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