26/11/2009

Nonostante le apparenze, l'assopimento del martedì, i piedi freddi e gli occhiali sporchi, nonostante tutto questa è una giornata totally rock'n'roll. E non lo dico così, tanto per dire, parlo proprio di sano rock anni settanta, di Rolling Stones e shot di whisky puro malto, chitarre che brillano come stelline su un palco di agitazione e sudore, voci che chiamano la notte, urlano al desiderio, passi rapidissimi verso una vita al massimo. Questi sono i Licks, cinque brani pieni e fumanti, di rabbia ballabile e vene pulsanti, tra Aerosmith e il tappeto morbido di "Feeling back home", tra le verande crepuscolari del country, i cori trascinanti e la sala che si riempie di gente che vuole divertirsi dimenando i fianchi. Venti minuti che condensano l'energia e la voglia di fare musica, omaggio al blues, alle radici, a chi suonava per strada, ai vagabondi affamati di assoli e canti notturni, al rock preso in ogni sua sfumatura. Un sonoro schiaffo in pieno volto che risveglia in questa giornata un po' no.

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La recensione Licks - Recensione - Northbound di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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