Gang Il Paese Della Vergogna [W/ Daniele Biacchessi] 2009 -

Il Paese Della Vergogna [W/ Daniele Biacchessi] precedente precedente

"Il paese della vergogna" mi ha lasciato senza parole. È un disco che fatico a capire, non a livello contenutistico ma a livello progettuale. Andiamo con ordine: "Il paese della vergogna" è un album che porta stampati in copertina i nomi di Daniele Biacchessi, giornalista e autore di teatro civile, e di Marino e Sandro Severini dei Gang. I tre hanno portato in giro per l'Italia l'omonimo spettacolo, riprodotto poi in studio per questo doppio album. I temi sono le grandi ingiustizie della storia italiana e le ancora più grandi rimozioni della memoria condivisa, argomenti più volte affrontati da tutti i protagonisti. Queste le premesse, ecco lo svolgimento: lungo i due cd, si alternano reading di Biacchessi e canzoni o cover realizzate dai Gang. Sottolineo il verbo alternarsi, perché a parte un paio di occasioni, le due componenti dello spettacolo, l'inchiesta e la musica, non si incrociano mai, come se sul palco un muro impedisse contatti e compenetrazioni. È questo a lasciarmi senza parole: ascoltato su disco, lo spettacolo non ha alcun senso. L'incontro tra parole e chitarre non produce un nuovo testo, ma crea semplicemente un andare a braccetto che finisce per essere paradossale. Come se un oratore si sgolasse per farsi sentire, ignorando di proposito il microfono che ha accanto. Ulteriore criticità è rappresentata dalle scelte narrative di Biacchessi. Il suo è uno stile indefinito, che prende le mosse da una scrittura di tipo giornalistico e tenta di approdare a una vera e propria drammaturgia, perdendosi però a metà del guado. A fare le spese di tutto questo sono purtroppo gli argomenti stessi del disco: Sant'Anna di Stazzema, Marzabotto, Piazza Fontana, l'attentato di Via dei Georgofili, le vittime di mafia si snodano come grani di un rosario laico che non ha né l'incisività della denuncia, né la forza della grande narrazione. Il problema, come detto in apertura, è progettuale: nei pochi casi in cui parole e musica si incrociano, le sensazioni cambiano. Non si tratta di musiche elaborate o geniali, ma permettono al racconto di conquistare un respiro più ampio, una profondità comunicativa maggiore. E danno la misura di quanto "Il paese della vergogna" sia un'opportunità sprecata, perché con alcuni accorgimenti sarebbe potuto essere un valido supporto educativo per chi non conosce la storia di ieri.

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La recensione Il Paese Della Vergogna [W/ Daniele Biacchessi] di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2009-06-16 00:00:00

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