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RECENSIONE
06/03/2001 di Luca Birattari

Con La Lionetta si fa un salto nella passione vera per la musica, nel desiderio fanciullesco di non abbandonare la grande gioia del canto anche quando le faccende della vita sembrano averti allontanato dal primo grande sogno: fare il musicista.

Arriva da lontano La Lionetta, lontano nel tempo.

Nel 1977 nasce l’idea ed in rapido susseguirsi le prime performance e i primi prodotti discografici “Danze e ballate dell’area celtica italiana” (1978) e “Il gioco del Diavolo” (1981), sempre ripescando tra le soronita’ del repertorio folk italiano impreziosito con moderna originalita’.

Poi lasciano. Sfondare e’ difficile, in quegli anni vivere di folk era impossibile. La passione non sempre basta per andare avanti quando durante il giorno ti abbruttisci facendo altro per vivere; cosi’ anche La Lionetta lascia come tanti gruppi giovani sono costretti a fare oggigiorno quando si trovano di fronte al bivio della maturita’.

E’ bello e sorprendente pero’ rivederli insieme oggi, forse senza piu’ il grillo per la testa di voler/dover sfondare ad ogni costo ma con ancora piu’ voglia di sprigionare sensazioni e di divertirsi. Penso (o fantastico!!!) che sia nato cosi’ questo CD dei 6 musicisti piemontesi che ci offrono un crogiuolo di lingue, dialetti e suoni di ogni tipo.

Ricordano molto i Mau Mau con i quali hanno in comune la regione, il dialetto e la passione per tutti i generi di folk: dai ritmi balcanici agli echi gitani, fino alle tipiche sonorita’ mediorientali. L’elenco degli strumenti usati per creare le loro atmosfere fa impressione e, tralasciando quelli standard, ricordiamo: cornamusa, whistle, ance, mandoloncello, violino, flauto pan, darabukka, djemb, etc…
Sempre belle le storie che arricchiscono la musica, raccontate tal volta con ironia e tal volta con rabbia, in italiano o in dialetto ma sempre con la traduzione a fianco in inglese nel ricchissimo libretto che accompagna il CD.

Per tutto questo pezzo ho parlato di passione e "la passione spesso conduce a soddisfare alle proprie voglie…" (F. De Andre’); cosi’ i 6 virtuosi musicisti e parolieri piemontesi hanno deciso anche di esibirsi nel canto della loro arte mentre sarebbe stato assolutamente necessario delegare questo compito ad un cantante solista all’altezza.

Comunque….. ben tornati!!!

Tracklist

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