Pulp_ito (Pulpito) Kiosa 2001 - Sperimentale, Rock, Psichedelia

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Appena aperto il pacco che mi giunge da Barzanò (LC), con all’interno il materiale di Pulp-ito, mi fiondo sulla curata confezione e dopo aver catapultato nel fedele lettore il CD in esso contenuta inizio a leggere la marea di A4 che lo accompagnano.

La musica parte, ma son talmente concentrato a cercare di decifrare quello che i sei di Barzanò mi mandano a dire che per qualche minuto il loro sound rimane solo una nuvoletta sopra la mia testa.

Leggo e rileggo, e il primo pensiero che si era impossessato della mia mente solo qualche istante prima si consolida sempre più: questi qua o son matti o mi prendono per il culo! Mi si parla in un linguaggio a dir poco forbito di esplorazione, di virtuose soluzioni, di input formale, di Divina Commedia e c’è anche il testo di una lunghissima ipotetica intervista al gruppo - preparata da loro ovviamente!

C’è anche la recensione del disco già fatta.

“Son matti…son matti” continuo a pensare…
Mi decido ad ascoltare il disco. Nella presentazione scrivono: “…a dispetto di un così complesso e tecnico edificio “filosofico” peraltro non conclamato bensì implicito e celato nelle sue movenze, “Kiosa” è un godibile cocktail di suggestioni musicali; non è dunque uno sbrodolio di presunta sapienza, ma un CD etno-dance, musicalmente piacente, apparentemente banale in cui tuttavia nulla è casuale , tutto partecipa, talvolta impercettibilmente, al faticato disegno generale…”. Il bello sapete qual è? Che è tutto vero!

Pensate al sogno, ad un vostro sogno, quello più assurdo, a tratti incubo, ma mai così terribile da farvi risvegliare nel panico; pensate poi alla sua ipotetica colonna sonora, alla musica che avreste inserito in esso… beh se non avete nulla in mente questo “Kiosa” ve lo consiglio proprio!

Anche il tentativo apparentemente presuntuoso di musicare brani della Divina Commedia non è lo schizzo di alternativi alla ricerca spasmodica dell’idea che li distingua dalla “massa”, ma qualcosa di ben ideato e dal risultato straordinario! Il brano della porta dell’inferno ripreso nella seconda traccia “Infimo erabondo nolle”, è qualcosa dalla carica emotiva unica!

Voci intrecciate, ma mai invadenti, quella di Giovanni Lindo Ferretti che sbuca a fagiolo dove però non te lo saresti mai aspettato, campionamenti elegantemente ossessivi, violini taglienti che affettano l’anima, basso e batteria a tirare la carretta ritmica nella più favolosa semplicità ed elettronica minimale che crea un tappeto di psichedelici suoni da limbo, dolci melodie stile carillons… da film horror: tutto semplicemente da brivido! Un disco unico, imprendibileper tutti coloro che pensavano di aver avuto il massimo con C.S.I. e affini. Bravi Puplp-ito: bravi!!! Però siete matti!

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La recensione Kiosa di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-03-07 00:00:00

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