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RECENSIONE
24/11/2009

"Rooms EP" dura poco ed ha solo quattro brani, ma risulta esemplificativo - nel suo essere così evanescente - per focalizzare la sperimentazione in seno alla band napoletana. I contrasti sono forti, il tutto si basa su solide basi si rock etereo e psichedelico - non si parla però di psichedelia di matrice sixties, ma di una visione sonora moderna, filtrata dall'esperienza informatica - vagamente artistoide (il punto debole, insieme al cantato che troppo spesso si avvicina al modello Bjork, insopportabile nella sua autoreferenzialità) ma contemporaneamente vivo e realmente di ricerca dal punto di vista atmosferico (il punto forte). Quasi un musicare racconti più che un comporre canzoni quello della band, che nella scelta delle tinte melodiche autunnali ha la sua caratteristica più marcata, sottolineata dall'artwork sfuggente e dalla decadenza che avvolge tutto il lavoro. La presenza di Eugene Robinson degli Oxbow - che replica la collaborazione con una band italiana, dopo quella con i Dead Elephant - rappresenta un punto a favore anche se non è facile capirne la genesi o l'utilità (ammesso che sia necessaria) ed è esempio perfetto del punto di domanda che lascia l'ascolto di quest'album. Nel 2010 uscirà il full lenght, probabilmente in quel momento avremo le risposte che cerchiamo.

Tracklist

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