28/05/2010

Guardando sul loro Myspace si può trovare la definizione "progressive" anche se certamente non è quello dei King Crimson né tantomeno quello degli Area, ma il loro modo di comporre i brani è in qualche modo figlio di quegli anni. Nella musica di Chesterpolio incontri momenti creati su intrecci chitarristici, folli istanti in cui tutto raddoppia improvvisamente di velocità mandando in frantumi ogni struttura o altri in cui si ricade in una pace assoluta, un candido sollievo fatto di piano rhodes ("Torrenziale").

Sono un'evoluzione del prog, una buonissima anche se non del tutto originale lettura di chi ha preso quei suoni e li ha aggiornati, Pelican su tutti. Chitarre taglienti e ritmi serrati che pur dilatandosi ci lasciano in un limbo di ansia con il cuore affannato ("Lontanissime"), per poi aprire spiragli di luce, cercando di far respirare i polmoni stanchi che non ne possono più della pece nera che si annida al loro interno. Sanno svoltare nel giro di poche tracce verso sonorità maggiormente pacate e gradevoli ("Battaglie/a"), o riprendere ad alzare il ritmo verso lidi più emozionali ("Settimo").

In "Paesaggi, esplosioni ex professo" disegnano una battaglia tra il loro lato emotivo e quello epico dove in alcuni frangenti ricordano i Explosion in the sky prima maniera, premendo forte sull'acceleratore dopo averci fatto credere che tutto fosse giunto ad un lieto fine. "Massacro" è la traccia più delirante, con stop'n'go punk che distruggono qualunque cosa capiti a tiro. Cinque minuti che lasciano senza fiato.

Nei dischi strumentali il rischio è di dipendere dai suoni dei singoli strumenti non smarcandosi mai dai tanti gruppi che affollano il post-rock italiano. I Chester Polio sono onesti, ci credono, e dal vivo li immagino come piccoli carrarmati. Ma non sempre riescono ad imporre una loro originalità. In "Torrenziale" ci sono ottimi spunti, devono ripartire da lì.

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La recensione Chester Polio - Recensione - Battaglie di Oscar Cini è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Commenti (4)

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  • psic 29/05/2010 ore 00:41 @psic

    grandi chester!:)

  • arculo 29/05/2010 ore 16:22 @jackye

    forza chester! il disco va forte!

    solo, lasciamo perderdere delle frasi cliché come "i tanti gruppi del post-rock italiano" perché in pochi sarebbero in grado di elencarne più di 10-15.

    inoltre il fatto stesso che si debbano andare a prendere i pelican o gli explosions con cui i chester c'entrano ben poco dimostra che hanno creato un suono personale; se poi piace o non piace è una questione di gusti personali ma il suono ha la loro firma. ciao (:

  • Oscar Cini 30/05/2010 ore 18:38 @sacredsake

    A me il disco è piaciuto e se non si capisce abbastanza la recensione è assolutamente positiva...poi mi pare che i Pelican ci siano e tanto ma è questione personale ce li puoi sentire o meno...resta il fatto che è un gran bel lavoro!!!

  • sbstno 03/06/2010 ore 14:51 @sebastiano

    ciao sono seba, vorrei comunicare che per chi fosse interessato ad acquistare il disco dei chesterpolio, basta che si rechi al banchetto tafuzzy nei giorni del miami. ciao

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