26/03/2001

Promettono bene i piemontesi Medusa, quartetto tutto intento a sfondare dolcemente i nostri timpani con la loro formula sospesa tra il punk e l’hardcore, senza dimenticare quel pizzico di melodia che, ad esempio, rende la title-track del singolo un potenziale hit estivo al pari (o forse meglio?) di “Sosta” dei Punkreas. Ma non pensiate sia il solito progettino creato ad hoc dalla major di turno, in quanto i quattro ragazzi hanno già alle spalle una onorata carriera di almeno 10 anni nel circuito dell’underground torinese, tanto che nel 1994 arrivarono al primo contatto con la gloriosa Dracma records.

Certo non fatichiamo ad ammettere che questo singolo ha più levigature che spigoli, eppure al contempo la proposta piace: i suoni rendono bene, soprattutto quando la tromba dell’amico Amek Guerra, trombettista dei Fratelli di Soledad, interviene, quasi in maniera provvidenziale, a variare la formula di cui sopra.

Sperando, perciò, che a questo singolo i discografici facciano seguire un album, vi consiglio di seguirli dal vivo quest’estate: credo proprio ci sarà da divertirsi.

P.S. Quando avrete in mano il singolo, aprite il booklet anche all’interno: ci sarà pure una ragione se questi ragazzi hanno intitolato il cd “Mexico”, no?

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