14/09/2009

L'universo musicale dei Comaneci è sempre stato infestato di fantasmi e segreti rivelati a mezza bocca, nebbie che confondono e storie talmente misteriose e glaciali da sembrare antiche favole nord europee. Se in "Volcano" però prevalevano i toni tenui delle carezze di chitarra, già nel recente ep "A Girl Was Sent To Grandmas in 1914" la voce di Francesca Amati ci aveva cominciato ad abituare ad atmosfere ben più algide e quasi sinistre. Scricchiolii e bassi al pianoforte, accordi minori e tristezze artiche si incastrano negli 11 pezzi che costruiscono un libriccino di stile sposato alla più genuina semplicità. Suonare interessanti nel 2009 usando solo una chitarra è una sfida più difficile di quello che si possa pensare, ma i Comaneci sembrano fregarsene e continuano invece nella loro strada che ignora l'hype e inchioda solo quando c'è da suonare e cantare qualche bella canzone. E allora ecco che il folk si sporca di blues in tracce come "She", e torna ad scaldare alla maniera dei Comaneci in perline di corde pizzicate quali "Satisfied Girl"; se ci mettiamo poi l'aiuto di illustri amici (Mattia Coletti, Bruno Dorella, Bob Corn, Pete Cohen dei Sodastream) ne esce fuori un lavoro suggestivo e convincente da ascoltare imbronciati e incantati, quasi fosse una nuova puntata di ballate ad opera della coppia Mark Lanegan - Isobel Campbell, solo ancor più scarne e minimali. I Comaneci hanno imparato ad essere taglienti, incidono la pelle e fanno gocciolare quello che s'era nascosto sotto. Hanno collezionato un ampio bagaglio di dettagli, ricordi, immagini. Emozioni: le loro, le nostre.

Commenti (12)

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  • marga 15/12/2009 ore 10:54 @marga

    un meraviglia
    come sempre

  • grazia di leo 20/01/2010 ore 21:57 @emilynside

    solo splendore *___*

  • underpop 03/02/2010 ore 18:18 @underpop

    wow!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • underpop 03/02/2010 ore 18:19 @underpop

  • Ezio Colombrino 22/05/2010 ore 19:08 @tuttinfila

    davvero bravi!, mi fanno venire voglia di scrivere un testo in italiano. . . purtroppo non ne ho mai scritto uno

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