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RECENSIONE
24/09/2009

Tira Fiato. Un disegno sottile, una città lontana dai poli. La sintassi di questo racconto è resa efficace dall'eleganza inconsueta di un sax suonato in una sera calda, che sa di vino aspro, ma ha i colori di una pittura di Matisse. E' un riff di chitarra sopra un sax. E' un ritmo: un tempo semplice. E' una storia vera. E' l'eloquenza della contestazione. E' roots. Ska-rocksteady jamaicano. Ma è anche suono italiano, molto italiano. Nella voce ed in alcuni riferimenti.

Scorrendo queste 14 storie (12 inedite più due bonus) non sempre la tensione è costante o perfettamente efficace. Spesso gli arrangiamenti non sono eccellenti: cadono in un loop troppo classicista. Poco dinamico e poco vario. Tuttavia in molti punti i ritmi si risollevano morbidi su storie pungenti, "Chiudo gli occhi" ad esempio. "Tira fiato" riproposta in versione dub, quasi tutta strumentale, rappresenta, a mio parere, il momento migliore del lavoro. Nel complesso un ottimo disco.

Tracklist

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