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album Chills - Sigma Tibet

recensione Sigma Tibet Chills

CX / EMI music 2001 - Pop, Elettronica, Drum & Bass

RECENSIONE
04/04/2001

Chi l’avrebbe mai detto che anche in Italia saremmo stati capaci di realizzare un disco di ritmi (principalmente) big-beat risultando credibili e competitivi anche all’estero? Arriva invece questo “Chills” a smentire l’ennesimo pregiudizio nei confronti della poca fiducia che riponiamo sulle immense capacità dei nostri connazionali. Ecco perciò che Paolo Gozzetti e Michele Castellani imbastiscono questo po’-po’ di album, che in 12 tracce sembra rappresentare al meglio la loro visione di musica decisamente moderna.

D’altronde, leggendo il loro curriculum, si capisce subito che questo lavoro arriva dopo una lunga esperienza decennale nell’ambito di una scena cittadina, quella milanese, da sempre capitale ‘creativa’ e ‘produttiva’ della musica nostrana. Ma il bello di “Chills” è che suona assolutamente internazionale: titoli e (quei pochi) testi quasi tutti in inglese, soluzioni strumental-musicali di chiara matrice straniera e, soprattutto, attitudine e trovate decisamente fuori dall’ordinario.

L’apertura di “Disfunktion”, ovvero un funky sbarazzino (vi dice niente il titolo?) a braccetto con l’elettronica più sghemba, è già un bel colpo, ma l’uno-due decisivo lo piazzano con le successive tracce: “Electric boogaloo” e (soprattutto) “Rock music (what’s that fuzz?)”, brani che pagano un discreto tributo a molte produzioni di casa Skint, anche se i Sigma Tibet si giocano comunque le loro carte.

Mi preme sottolineare che i due milanesi non fanno solo big-beat: si prenda ad esempio il primo singolo “Gift from mother nature”, impreziosito dalla parte vocale affidata ad un grande Raiz, oppure la melodicissima, quasi paracula, “Free”, probabile colonna sonora per chissà quale prossima campagna pubblicitaria. Tutto il resto, però, si muove su coordinate sonore che come risultato danno diversi punti tali da poter costruire una linea che, sinuosamente, tocca il trip-hop come il drum ‘n’ bass, passando per il funk (futuristico) e la house.

Ecco perciò che non sembra azzardato definire “Chills” un buon compendio di musica che pesca saggiamente da più parti ma che alla fine ci fa assaporare un’idea di musica tanto originale quanto gustosa.

Sono stato abbastanza convincente?

Tracklist

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