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RECENSIONE
29/09/2009

Nella scena hip hop in Italia se c'è di mezzo la Dogo Gang di solito il prodotto è di qualità, basta pensare a Marracash e ai Club Dogo, per farla breve, spaccano! Ma questa volta gli è andata male. Di Caneda potrei dire che è un ottimo writer e che assieme a Guè Pequeño dei Dogo ha una linea d'abbigliamento, ma non è questo lo spazio adatto per parlarne, quindi buttiamoci in questo disco, il terzo atto del concept di Caneda: "La farfalla dalle ali bagnate".

Un disco che proprio non convince, un lavoro pomposo, dalla produzione slegata che non riesce a dare un corso lineare al full lenght, suona "strano" dall'inizio alla fine; la voce di Caneda, rude e roca, sembra fare a pugni con le basi per tutto l'album, nemmeno avessi voglia di ascoltare Chris Barnes. Le rime, se pur piene di citazioni cinematografiche e letterarie, purtroppo suonano infantili, basti pensare a frasi come "senz'ali posso volare…" oppure, "esco da Milano per vedere le stelle…", metafore giovinastre che strizzano l'occhio ai quindicenni.

Il disco se lo sono smazzato diversi producer e fondamentalmente se ascoltate una ad una le basi non sono male, per esempio "Posso volare", in mano ai Riviera Regime sarebbe stato un pezzo potentissimo. Ora potrei analizzare in maniera approfondita i pezzi per citarne i pregi e i difetti ma la realtà è che ho fatto fatica ad ascoltare l'album dall'inizio alla fine anche la prima volta, quando di solito la curiosità vince sulla voglia.

Nonostante tutto, per dovere di cronaca e per dar possibilità al disco di risollevarsi con le proprie forze, l'ho ascoltato più e più volte ed in questo groviglio di beat e parole Caneda stesso mi ha risolto l'impiccio per finire questa poco gloriosa recensione: "…è rischioso mischiare Bukowski col rap ma ormai è tardi…".

Tracklist

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