La Sezione Ritmica s/t 2000 - Rock

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E` evidente che non ci si debba fare impressionare dall'aspetto, specie per quanto riguarda la musica, ma, come si suol dire, anche l'occhio vuole la sua parte. In effetti cerco sempre di non farmi influenzare dal packaging e dalle note accluse, quando devo recensire un CD, ma in effetti spesso si riesce già ad intuire qualcosa da questo materiale. Nel caso dei napoletani "La sezione Ritmica" ammetto di essermi trovato un po' spiazzato, CD in bustina di cartone anzichè custodia di plastica e nemmeno una foto. Ogni dubbio però è sparito non appena il CD ha cominciato a girare nel lettore.

Man mano che le sei tracce che lo compongono procedevano un senso di entusiasmo crescente mi pervadeva tanto da farmi esclamare: "Evviva! Questo è proprio un bel disco".

In effetti questo trio napoletano tiene decisamente fede al suo già ricco curriculum (vincitori di Arezzo Wave, hanno aperto il concerto di Robert Plant di Napoli), e con questi sei pezzi, pieni di energia, mette decisamente le carte in tavola.

I debiti stilistici risalgono per lo più agli anni sessanta e settanta (il chitarrista deve più di qualcosa a Hendrix e Page), e anche la struttura delle composizioni è spesso piuttosto complessa, dimostrando di aver superato certi clichè stilistici e compositivi che caratterizzano molto (hard) rock, e di aver così fatto propria l'esperienza del rock dei gruppi degli ultimi 10 anni, come i Pearl Jam, giusto con qualche vocoder qua e la in più.

Nel complesso l'insieme dei pezzi dei CD scorre in modo molto piacevole, tra momenti di grande ed energico rock, dirò di più, rock italiano (avete presente su che sito siete?), come "La Sezione Ritmica" o "Alberi", e brani più tranquilli, come "Ultimo Sole", che lasciano trasparire anche una certa maturità nella scrittura dei testi. Anche nei passaggi strumentali, momento spesso critico, emergono quella carica e quell'intensità che traspaiono da tutto il disco, e non si ha mai l"impressione di trovarsi davanti all'ennesimo clone dei vari guitar heroes che si prodiga in onanistici assoli velocissimi quanto noiosissimi.

Signori, questo qua è veramente un gran bel promo, e se vi capita di trovarvi ad incrociare la strada di questo trio di Napoli, beh, sicuramente non sprecherete il vostro tempo ad ascoltarli.

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La recensione s/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2001-04-08 00:00:00

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