17/04/2001 di Carlo Porcaro

L'autore di questo "Dio mi ha fatto non credente" deve aver molto ascoltato ed apprezzato Fabrizio De Andrè. Si tratta di Gigi Marras, chitarrista autodidatta, diplomato in flauto dolce al Royal College of Music di Londra, già componente di altri gruppi, giunto ora alla sua vera opera prima. Al di là delle esperienze personali che lo hanno formato, ci sembra che Marras si ispiri al già citato poeta genovese come a tutto il panorama dei cantautori italiani. Con il supporto tecnicamente perfetto dei suoi musicisti, Marras ha saputo realizzare un album ricco di dolci atmosfere, ninna nanne chitarristiche, canzoni acustiche, insomma, di chiaro sapore popolare.

Però, pur riconoscendo a Marras delle notevoli (e rare) capacità compositive, va detto che il disco nel suo complesso risulta un po' noioso o, per meglio dire, "scolastico". Non ha nè guizzi, nè impennate che scuotano l'ascoltatore e, quindi, sembra fermo su sè stesso e decisamente monocorde. Peccato, mi sento di dire... Perchè la qualità delle dodici canzoni è alta sia sotto il profilo musicale che a livello di testi, ma mancano forti elementi di novità. Gigi Marras non è un ragazzino alle prime armi, non è nato ieri musicalmente, quindi è inevitabile che abbia incamerato anni di canzone d'autore: il problema è che non se n'è distaccato troppo e i suoi brani, pur essendo superiori alla media di tanti prodotti insulsi e vuoti che purtroppo vedono la luce in Italia, sono prive di quel qualcosa in più che ti riempe il cuore. O che ti fa sobbalzare sulla sedia. Mi perdonerà il bravo Marras se, a volte, alla musica chiediamo proprio questo.

Tracklist

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