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RECENSIONE
19/10/2009

"Fratelli d'Italia" è un altro di quei dischi che si collocano anima e corpo nei primi anni 90, offrendo all'ascoltatore un crossover che muove dai Rage Against The Machine e giunge in territori più italici, andando a toccare i Linea 77 ed il rap nostrano.

Ricalcando le orme di molti prima di loro, i Claustrofunk danno prova di capacità sicuramente superiori alla media, sfornando episodi piacevoli, ritmati e tecnicamente all'altezza. L'accento è posto più sul primo crossover che sulle successive e più scure evoluzioni "nu". Il gruppo è a suo agio tra gli strumenti stilistici che il genere ha messo a disposizione nel tempo, tanto che spesso va a pescare idee in territori limitrofi, dai Subsonica di "Risikando" o "Apatia", ai Puya di "È proibito proibir".

Purtroppo però qualcosa nell'amalgama non riesce. Innanzitutto è limitante la mancanza di quell'originalità nella scrittura che potrebbe farli staccare in maniera netta dalla folla, di quel guizzo di stile che può rendere una canzone qualcosa di più che una riesposizione di canoni già stabiliti. Secondariamente i brani, pur piacevoli e ben fatti, non lasciano il segno, scorrendo via troppo facilmente. Anche le tematiche affrontate, dal boicottaggio della Exxon a Mediaset, spesso sembrano oramai cliché senza spessore.

A parte questo, "Fratelli d'Italia" è un episodio riuscito che di certo non spiacerà agli appassionati del genere. Speriamo che il futuro riservi al gruppo quella crescita che ancora manca per una più compiuta affermazione.

Tracklist

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